Termosifoni spenti, ma è freddo Il primo via soltanto il 22 ottobre

24 Settembre 2022

A parte i piccoli comuni montani (senza limiti), L’Aquila e Avezzano dovranno aspettare un altro mese Per Pescara, Chieti, Teramo, Sulmona, Vasto e Lanciano l’accensione sarà consentita dall’8 novembre

L’AQUILA. Il piano Cingolani – per risparmiare e provare a rendersi, così, indipendenti dal gas russo – rischia di congelare l’Abruzzo. Il freddo è già arrivato. La colonnina del termometro è già scesa sotto lo zero nei comuni montani. Ma il nuovo piano nazionale di contenimento dei consumi energetici – che impone un’ora in meno al giorno di accensione dei termosifoni e quindici giorni complessivi in meno nell’arco dell’inverno, cioè avvio posticipato di una settimana e anticipazione di 8 giorni dello spegnimento primaverile – impedisce di fatto l’accensione degli impianti termici privati.
ospedali e scuole
Nessuna restrizione per ospedali e residenze per anziani, dove tutto proseguirà come prima, ma ci sono i primi problemi per le scuole, soprattutto nelle aree interne dell’Abruzzo. Anche in questo caso ci sono le eccezioni: le materne e gli asili nido sono esclusi dalle limitazioni. È vero che i sindaci, con propria ordinanza, possono derogare alla normativa generale (secondo il Dpr 74/2013), ampliando o riducendo, a fronte di comprovate esigenze, i periodi annuali di esercizio e la durata giornaliera di attivazione degli impianti termici, nonché stabilire riduzioni di temperatura ambiente massima consentita sia nei centri abitati sia nei singoli immobili. Ma, come accaduto ad esempio all’Aquila, con una recentissima circolare del sindaco Pierluigi Biondi ai dirigenti scolastici, a meno di nevicate improvvise le maglie del nuovo decreto del governo non saranno facilmente ampliate come avveniva spesso in passato. Maglioni e piumoni, dunque, gli unici sistemi di difesa per fronteggiare le temperature che in certe zone ormai sono già invernali.
quando accendere
Una mappa a colori individua le fasce climatiche del territorio abruzzese (contrassegnate dalle zone C, D, E, F, in grado crescente, dalla meno fredda alla più fredda). L’elenco tiene conto, per ciascun centro, dell’altitudine della casa comunale e dei gradi-giorno e assegna la zona climatica di appartenenza. Tra i 305 centri della regione non ci sono comuni ricompresi nelle zone A e B. Alcuni centri costieri sono in zona C. Si va, poi, dal verde (zona D) della zona del Teramano, del Pescarese e del Chietino) all’azzurro (zona E) dell’area subappenninica (la parte Sud della provincia dell’Aquila, l’entroterra del Pescarese e del Chietino) fino alla zona appenninica vera e propria della provincia dell’Aquila (Alto Aterno) di colore blu, che contrassegna la zona F, quella senza limiti di accensione degli impianti. In base alla diversa classificazione è possibile individuare le date per l’accensione degli impianti privati in alcuni tra i principali centri dell’Abruzzo. All’Aquila (il capoluogo regionale confermato in zona E, anche se è lambito dalla zona F dell’appennino centrale, quella senza limitazioni) e Avezzano il via libera è fissato, per 13 ore al giorno, dal 22 ottobre al 7 aprile. A seguire, dall’8 novembre al 7 aprile, via libera all’accensione per 11 ore al giorno negli altri tre capoluoghi Chieti, Pescara e Teramo, oltre a Montesilvano, Sulmona, Popoli, Città Sant’Angelo, Spoltore, Francavilla al Mare, Vasto, Lanciano, San Giovanni Teatino, Tortoreto (zona D). Dal 22 novembre al 23 marzo, per 9 ore al giorno, termosifoni accesi nell’area costiera, da Martinsicuro ad Alba Adriatica a Silvi Marina, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi fino a Ortona, San Vito Chietino e San Salvo (zona C).
i comuni senza limitazioni
Ci sono, infine, alcuni comuni montani ricompresi nella fascia climatica F, quella dei centri dell’arco alpino (Cuneo e Belluno) che non hanno limiti né di date né di orario. Tra questi Campotosto, Santo Stefano di Sessanio, Calascio, Rocca di Mezzo, Roccaraso, Aielli, Rocca Santa Maria, Cortino, Pietracamela, Gamberale.
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