Terrazze, piazze e spazi comuni: così cambiano le case popolari

29 Aprile 2023

Al via 5 interventi dell’Ater in via Rubicone, Marina sud, piazza Alcyone, via Ciglia e a Montesilvano Sono gli unici progetti di edilizia residenziale scelti dalla Biennale di Venezia: esposti dal 20 maggio

PESCARA. L’Ater di Pescara adotta «un nuovo linguaggio», per progettare e realizzare gli edifici popolari, per cui ogni intervento punterà alla «rigenerazione urbana funzionale sì agli abitanti ma anche al quartiere. Cambia, cioè, la logica di edilizia residenziale pubblica». Non solo teoria. Si comincia subito nei cinque interventi che l’Ater ha già avviato o sta per avviare tra Pescara e Montesilvano, i cui progetti saranno esposti alla Biennale di Venezia, dal 20 maggio al 26 novembre, nell’ambito dell’esposizione internazionale “Time space existence 2023”. «Un premio per l’Ater e per Fabrizio Chella e Erica Scalcione, dello studio Zedaplus Architetti» che a Venezia saranno protagonisti della scena, di fronte a «turisti e professionisti del settore», fa notare Mario Lattanzio, presidente dell’Ater pescarese, l’unica in Italia (su 80) ad approdare alla Biennale.
«Con i nostri interventi», dice Lattanzio, «costruiamo delle case belle dal punto di vista visivo che, oltre a rispondere ai requisiti di efficientamento energetico e sicurezza sismica, garantiscono degli spazi per la socialità e chi vivrà in questi edifici avrà una dignità che prima non aveva. Il tutto rispettando i 1.800 euro a metro quadro di spesa previsti dalla legge». «Arrivare a Venezia ed essere premiati con la partecipazione alla Biennale è un fatto rivoluzionario», commenta dalla Regione il presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri evidenziando il contributo erogato (20mila euro) e rispondendo a chi polemizza per l’abbattimento del Ferro di cavallo. «Non è una attività di ordine pubblico ma una operazione di riqualificazione urbana, di umanizzazione delle periferie, e di ristrutturazione del patrimonio edilizio che tende al bello e non alla massificazione del brutto».
I cinque progetti sono contraddistinti da «un nuovo codice urbano che abbiamo fatto nostro», spiega dall’Ater il direttore Gianni D’Addazio. L’edificio di via Cetteo Ciglia è stato pensato come un villaggio fatto non solo di abitazioni ma anche di luoghi pubblici, di relazioni, per cui nel palazzo ci saranno degli spazi da usare per smart working, fitness, baby parking, sport relax e come punti di incontro, colmando così le carenze emerse con il lockdown. Spazi condominiali aperti, attrattivi per tutta la città e che, in caso di emergenza sanitaria, possono diventare presidi di primo soccorso. A Montesilvano l’edificio demolito in viale Europa è stato riprogettato e il tetto diventerà una piazza pubblica fruibile da chi vive il quartiere, per gioco, relax, musica e intrattenimento. Ci sono poi tre progetti finanziati da Pnrr (per il miglioramento strutturale, l’adeguamento energetico e l’abbattimento delle barriere architettoniche). Nei due edifici di piazza Rizzo saranno costruite due torri esterne con scale, ascensori e luoghi di sosta, rivestite di alluminio riflettente, demolendo il vano scala interno. In via Rubicone sarà rimossa la copertura in cemento armato dell’edificio detto “treno”, eliminando l’amianto, e saranno create stanze sociali, punti di incontro e di relazioni comuni, con una nuova facciata ballatoio per ospitare servizi e attività. Poi, si porteranno all’esterno i 13 ascensori e 13 vani scala.
A piazza Alcione, nel cuore del quartiere, oltre a una ridistribuzione degli spazi interni all’edificio polifunzionale, è prevista una quinta teatrale, un nuovo elemento sulla facciata che dà sulla piazza, elemento di invito ad accedere al Villaggio.