Terremoto e maltempo: in Consiglio la stima dei danni

Penne, convocata una seduta per lunedì pomeriggio: sono stati invitati anche la Chiavaroli e D’Alfonso Servono interventi urgenti all’istituto Marconi, i 305 studenti trasferiti sono costretti a fare i turni
PENNE. L'emergenza maltempo e sisma sarà il tema principale del prossimo consiglio comunale pennese. Una seduta, quella convocata per lunedì prossimo 6 febbraio, alle 17, richiesta direttamente dal sindaco Mario Semproni anche alla luce del decreto legge del Consiglio dei ministri del 2 febbraio scorso. Alla seduta consiliare sono stati invitati il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, il presidente della giunta regionale Luciano D'Alfonso, i consiglieri regionali e il presidente della Provincia Antonio Di Marco.
La seduta consiliare, oltre alla ratifica delle dimissioni della consigliera di maggioranza Teresa Maria D'Agostino, che sarà sostituita da Camillo Savini (Forza Italia), sarà l'occasione buona per fare il punto della situazione su alcuni aspetti che, ad oggi, preoccupano e non poco la città di Penne. Anzitutto, si dovrà affrontare il discorso legato al grave dissesto idrogeologico in atto in molte delle contrade pennesi. Sono almeno 19 le zone in frana e, in alcuni punti, la viabilità è stata compromessa del tutto.
Le situazioni peggiori a Collalto, Villa Degna, Mallo, Roccafinadamo, Pagliari, Colle San Giovanni e Santa Maria Mirabello. Secondo una prima stima dei danni, serviranno oltre 10 milioni di euro per sistemare tutte le zone colpite dal grave dissesto idrogeologico. Sarà inoltre necessario porre l'accento sull'edilizia scolastica danneggiata. Tra le scuole pennesi è l'istituto Marconi, interdetto dai vigili del fuoco dopo il crollo parziale del tetto, ad avere bisogno di progetti seri e di interventi rapidi. Da lunedì, giorno del consiglio comunale, 305 alunni del Marconi inizieranno una turnazione mattutina per potersi dividere le poche aule rimaste a disposizione nella succursale della sede di San Giovanni.
Altro aspetto fondamentale sarà il dibattito sui danni riportati, a seguito di terremoto e neve, dalle aziende private e dalle infrastrutture pubbliche. Capannoni e strutture di aziende agricole sono state letteralmente abbattuti da neve e terremoto. In alcuni casi, anche il bestiame ha avuto la peggio rimanendo sotto le coperture in lamiera. Anche i musei sono stati pesantemente colpiti dall'ondata di maltempo e necessitano di interventi importanti di ristrutturazione e messa in sicurezza per poter finalmente ripartire.
Sabato 11 febbraio, poi, con una celebrazione sobria, l'arcidiocesi di Pescara-Penne ricorderà i defunti della valanga di Rigopiano. Alle 19,30, famiglie, soccorritori, amici e fedeli, si ritroveranno nel palazzetto dello Sport di contrada Campetto, a Penne, luogo simbolo di attesa e speranza durante i giorni dell'emergenza, per elaborare il dolore «in attesa del fiore», recita la locandina creata per l'occasione.
Il momento di preghiera sarà celebrato dal vescovo dell’Arcidiocesi Pescara-Penne, monsignor Tommaso Valentinetti.
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