Terreni, l’esenzione Imu bloccata da oltre un anno

La delibera per detassare le aree è pronta dal 2016 ma è ferma in Comune Ora arriverà in Consiglio. Sono 60 i proprietari costretti a pagarla ancora
PESCARA. La delibera per declassare le aree edificabili, consentendo ai proprietari di non pagare più l’Imu, è pronta da un anno. Ma solo adesso approderà in consiglio comunale. Il provvedimento dovrebbe essere esaminato giovedì prossimo, ma il condizionale è d’obbligo perché manca un passaggio fondamentale: una variazione di bilancio per ridurre di 170mila euro le entrate Imu che verranno meno con il declassamento dei terreni.
Gli stessi uffici dell’ente, durante un’audizione giovedì scorso, in commissione Gestione del territorio, hanno rivelato che la delibera è pronta da un anno, ma nessun amministratore si sarebbe assunto la responsabilità di portarla in consiglio per l’approvazione. Ora ci ha pensato Stefano Civitarese, solo da pochi mesi alla guida dell’assessorato all’urbanistica. Se il provvedimento fosse stato approvato l’anno scorso, hanno fatto notare ieri alcuni consiglieri durante i lavori della commissione, i proprietari interessati avrebbero risparmiato centinaia di euro di Imu. Invece, non si sa per quali motivi, la delibera è stata di fatto bloccata costringendo i contribuenti a pagare l’Imposta comunale sugli immobili anche l’anno scorso.
Sono in tutto 60 i proprietari che hanno presentato da tempo la richiesta per modificare sul piano regolatore il loro terreno, da edificabile a verde privato. Ciò comporta, di fatto, l’esenzione dall’Imu, ora applicato con l’aliquota massima del 10,25 per mille.
Ma la delibera che verrà portata giovedì prossimo in consiglio rischia un nuovo rinvio, a detta dell’opposizione. «Prima di esaminarla», ha fatto notare il capogruppo di Forza Italia Marcello Antonelli, «dovrà essere approvata una variazione di bilancio per ridurre di 170mila euro le entrate dell’Imu».
Per questo motivo, probabilmente, il dirigente della Ragioneria Andrea Ruggieri ha espresso un parere di regolarità contabile contrario, «in quanto», si legge, «l’approvazione del presente atto comporterebbe un mancato introito nel bilancio dell’ente di circa 170mila euro».
Tra l’altro, nella delibera viene affrontata anche un’altra questione, ossia le aree residue identificate nel prg come B10. Si tratta di aree incluse nei Piani di zona che il Comune avrebbe dovuto espropriare per realizzare urbanizzazioni secondarie, come asili e verde pubblico. Invece, sono rimaste proprietà privata. Ora, gli uffici dell’ente propongono di riperimetrare queste sottozone B10 aumentando così le aree a verde privato. Ciò comporterà un minore consumo di suolo.
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