Terrorismo, pena confermata: cinque anni al giovane di Loreto

19 Novembre 2022

Per il 25enne Stefano Costantini arriva anche la condanna della Corte d’Assise d’appello dell’Aquila L’avvocato Solari: «Processo senza indizi. Aspettiamo le motivazioni, ricorreremo in Cassazione» 

LORETO APRUTINO. Per Stefano Costantini, il foreign fighter di origine abruzzese di 25 anni arrestato nel gennaio del 2021 in Turchia dalla polizia, ieri è arrivata la condanna anche da parte dei giudici della Corte d'Assise d'Appello dell’Aquila, che hanno confermato in pieno la sentenza di primo grado.
Il giovane, originario di Loreto Aprutino, dovrà scontare quindi 5 anni di reclusione. Il suo avvocato, Massimo Solari, ha già preannunciato che presenterà ricorso in Cassazione. «È stato fatto un processo indiziario, senza indizi. Pertanto, andremo avanti». Fra 90 giorni si conosceranno le motivazioni.
Secondo l’accusa, dal 2015 il giovane, nato e cresciuto in Svizzera, ha partecipato all’associazione terroristica di matrice islamica Jahbat Al Nusra, ritenuta una costola di Al Qaeda in Siria. Lì avrebbe fatto parte integrante dell’associazione, arruolandosi per compiere atti di violenza, con finalità di terrorismo, e appoggiando le finalità belliche in territorio siriano contro lo stesso Stato sovrano della Siria, e contro le milizie curde. Accuse che Costantini, dal carcere di Ferrara in cui è rinchiuso, ha sempre rigettato, sostenendo di non essere mai stato un terrorista e di essere andato in Siria per motivi umanitari.
Di altro avviso il procuratore generale Alessandro Mancini che ieri, durante la sua requisitoria, ha ribadito tutte le accuse. La discussione si è fatta un po’ movimentata sulla questione della guerra in Siria. «Il procuratore», sottolinea l’avvocato Solari, «ha sostenuto che Costantini è ripartito dalla Siria solo quando la guerra era finita. Ma ho fatto notare che in Siria la guerra c’è ancora e non è mai terminata. Aspetterò i 90 giorni per sapere i motivi di questa condanna e poi presenterò ricorso in Cassazione. Il ragazzo, dopo quasi due anni di carcere, è molto provato, soprattutto perché con questa vicenda non c’entra», ribadisce il legale.
Il 25enne, sposato con una donna tedesca e padre di tre figli, convertitosi all’Islam quando non aveva ancora 18 anni, venne arrestato dopo un’operazione congiunta della Digos di Pescara e della polizia turca. A far scattare le indagini, nell’ottobre del 2014, una comunicazione del Servizio Antiterrorismo alla Digos, in cui si faceva presente che c’era un 18enne, iscritto all'anagrafe degli italiani residenti all'estero, di Loreto Aprutino, che dopo un rapido percorso di conversione all’Islam, si era avvicinato all’impegno Jihadista, culminato con la partenza per il fronte siriano. È del 2017 l'ordinanza di custodia cautelare. La svolta nel 2020: fu Costantini stesso a chiedere aiuto perché temeva per la sua famiglia.
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