Terza dose e antinfluenza: doppio vaccino per i fragili

15 Settembre 2021

Il virologo Fazii rassicura: possono fare entrambi con tre settimane di intervallo

«La vaccinazione antinfluenzale è fortemente consigliata per i soggetti più fragili. Per molti di loro, a breve arriverà anche la terza dose di vaccino anti Covid ma non bisogna preoccuparsi: le due somministrazioni sono assolutamente compatibili». Parola di Paolo Fazii, membro del Comitato tecnico-scientifico regionale e direttore del laboratorio della Asl di Pescara, che fissa anche le tempistiche per la somministrazione delle due dosi di vaccino: «È probabile che le vaccinazioni antinfluenzali partano da ottobre, ma basterà farla con tre settimane di distanza, rispetto alla terza dose di vaccino anti Covid, per dare la possibilità al sistema immunitario di rispondere nel modo giusto».
COME VACCINARSI Non ci sono ancora date ufficiali, per quanto riguarda il vaccino antinfluenzale, ma è probabile che le iniezioni partiranno a ottobre con priorità specifiche e una novità: anche i farmacisti, infatti, sono autorizzati a vaccinare le persone dai 18 anni in su, inclusi coloro che hanno diritto alla gratuità (over 60 e soggetti fragili). La somministrazione in farmacia costerà 6,16 euro, oltre al prezzo del farmaco per chi deve pagarlo. La data di partenza delle terze dosi contro il Covid (con vaccino Pfizer o Moderna), solo per le categorie a rischio, è stata invece già fissata: dal 20 settembre potranno ricevere il richiamo gli immunodepressi. Si tratta di pazienti che hanno subito un trapianto, con tumori o con patologie autoimmuni. Successivamente toccherà agli ospiti delle residenze sanitarie assistenziali e agli over 80.
PERCHÉ VACCINARSI Qual è il motivo per cui vaccinarsi contro il virus dell’influenza? «Anche il virus influenzale, in alcuni casi, può provocare una polmonite molto simile a quella che scaturisce dal Covid», spiega Fazii, «fortunatamente, però, questo accade molto raramente. Ma vaccinarsi contro l’influenza riduce ancor di più i rischi di eventuali complicazioni. C’è da aggiungere, poi, che i ceppi di influenza di quest’anno non sono particolarmente patogeni, ma il vero problema del virus influenzale è che può aprire la strada a batteri di diverso tipo che possono provocare danni maggiori (polmoniti batteriche, ndr). Questo può accadere negli over 60 e nei soggetti mmunodepressi».
COVID E INFLUENZA Lo scorso anno il virus influenzale ha fatto registrare una riduzione di casi e secondo Fazii c’è una motivazione precisa: «Grazie alle mascherine, e alle altre precauzioni mirate contro il Covid, non l’abbiamo fatto circolare, così come non abbiamo fatto circolare la gran parte dei germi che si trasmettono per via aerea. Non ci siamo più stretti la mano, ad esempio, che era un veicolo importante per il virus dell’influenza. Abbiamo creato i presupposti affinché i casi di influenza fossero pochi. Ma siccome parliamo di un virus altamente infettante, conviene vaccinarsi soprattutto a chi è più fragile». La stagione dell’influenza, infatti, è alle porte: «Lo scorso anno, e anche nel 2019, registrammo i primi casi di influenza alla fine di settembre. Per cui abbiamo ancora tempo per le vaccinazioni. Sarà un motivo in più per tornare ad indossare la mascherina con frequenza e riabbracciare tutte quelle precauzioni che, con l’arrivo dell’estate, abbiamo messo da parte».
L’INTUIZIONE DI MODERNA L’azienda americana Moderna ha presentato un suo vaccino “bivalente”, pochi giorni fa. Si tratta di un monodose che svolgerà sia il ruolo di richiamo antinfluenzale che da anti-Covid. Sul tema, Paolo Fazii si tiene ancora cauto: «Bisogna aspettare i risultati clinici e sperimentali degli studi. Non posso ancora esprimere un parere, ma credo che in futuro si possa fare. Non sarebbe la prima volta che facciamo vaccini bivalenti o trivalenti. Non ci sarebbe nulla di strano e di certo ci consentirebbe di risparmiare tempo ed energie. Sarebbe un’ottima risorsa soprattutto per le categorie a cui è raccomandato proteggersi dall’influenza (e dunque dal Covid): mi riferisco agli over 60 e ai soggetti fragili».