Terza dose per gli under 60: è atteso per oggi il via libera

Sono 600mila gli abruzzesi tra 12 e 59 anni già immunizzati, decide l’Agenzia del farmaco
Si va verso l’autorizzazione della terza dose del vaccino anti-Covid per tutti e non solo per le fasce più a rischio dei fragili e degli ultrassessantenni per cui la somministrazione è giù in corso. In Abruzzo attendono l’ok oltre 600mila persone: si tratta degli under 60 già immunizzati e che progressivamente si aspettano di poter ricevere la dose aggiuntiva per rinforzare la quantità degli anticorpi, vista la naturale riduzione riscontrata dopo sei mesi dalla seconda dose del vaccino.
Il via libera, dato per scontato vista anche la necessità di controllare l’impennata di contagi che si sta vedendo da qualche giorno, si attendeva già per la giornata di ieri da parte degli esperti dell’Agenzia italiana del farmaco. Così come la conferma che chi ha ricevuto il vaccino monodose Johnson & Johnson potrà ricevere l’eterologa con un siero a mRna. La due decisioni sono state rinviate a oggi, ma gli scenari sono stati praticamente già delineati dal sottosegretario del ministero della Salute Andrea Costa, intervenuto sul tema anticipando l’Agenzia governativa.
Questo, mentre si prospetta un’apertura alla prima dose anche ai giovanissimi, quelli con meno di 12 anni che finora non hanno potuto ricevere il siero ma che sono i più contagiati in questa fase di nuova impennata dei casi.
SI ALLARGA
LA PLATEA
«È ragionevole pensare a un’estensione della platea, credo che entro la fine dell’anno si potrà arrivare ai 50enni»: a dirlo, anticipando l’Aifa, è stato il sottosegretario del ministero della Salute Andrea Costa. In Abruzzo sono interessati immediatamente circa 170mila persone che rientrano nella fascia di età tra i 50 e i 59 anni e che sono già immunizzati. Subito dopo toccherà progressivamente a circa 146mila quarantenni, a 112mila trentenni, a 105mila ventenni e poi a 65mila adolescenti tra i 12 e i 19 anni di età. Il via libera interessa anche il personale scolastico, finito in un “buco normativo” che non permette loro di ricevere la terza dose nonostante siano passati almeno 6 mesi dalla seconda e nonostante l’esposizione al contagio nelle scuole. Sono 32mila, cioè il 94% del totale degli insegnanti, amministrativi, tecnici e ausiliari che lavorano in scuole e università abruzzesi che attendono la terza dose.
IN AGGIUNTA A
JOHNSON & JOHNSON
«Sulla nuova dose di vaccino anti-Covid per coloro che hanno ricevuto il monodose Johnson & Johnson, l’intendimento è di indicare a tutti la somministrazione eterologa, ossia con vaccino a mRna, passati i 6 mesi dall’inoculazione o per chi vuole anche prima»: così Costa ha anche anticipato la novità per chi ha ricevuto il vaccino monodose J&J, che potrà quindi ricevere il richiamo extra con Pfizer o Moderna. La novità interessa i quai 25mila abruzzesi che hanno ricevuto la monodose, di cui 16mila under 60.
IL VACCINO
AGLI UNDER 12
Mentre si attende dal Governo anche l’approvazione delle novità anticipate nei giorni scorsi – a partire dalla proroga dell’obbligo di Green pass fino a marzo e ai nuovi protocolli scolastici sulla quarantena – il ministro della Salute Roberto Speranza ha lanciato un appello all’ente europeo Ema per l’autorizzazione per vaccinare i giovanissimi, che sono quelli in cui più sta correndo il contagio. «Il vaccino anti-Covid tra i 5 e i 12 anni è in corso di valutazione presso Ema, il nostro auspicio è che si esprima entro dicembre, dopo di ciò si potrà procedere in questa direzione. Proteggere dal virus anche i più piccoli ci consente di mettere la curva sotto controllo».
IL PIANO
DELLA REGIONE
L’ampliamento della platea delle persone che possono ricevere la terza dose, insieme alla possibile apertura al vaccino per i giovanissimi e alla battaglia continua per convincere chi non si è vaccinato a partecipare alla campagna anti-Covid, impongono alla Regione un nuovo piano per le somministrazioni di massa. Se ne è parlato nei giorni scorsi in un vertice tra le autorità in campo sanitario, da cui è uscita fuori l’intenzione della Regione e delle Asl di puntare maggiormente sulla collaborazione dei medici di medicina generale e i farmacisti, i pediatri e gli specialisti ambulatoriali, anziché sugli hub vaccinali come accaduto nei mesi scorsi. I centri vaccinali attualmente in funzione, che sono baricentrici rispetto ai territori provinciali e non diffusi come nelle prime fasi della campagna di vaccinazione, resteranno comunque in servizio. Saranno accompagnati ancora da camper vaccinali e le strutture mobili dell’esercito, insieme a nuove iniziative utili anche e soprattutto per convincere a ricevere il vaccino chi ancora non l’ha fatto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

