Terzo sgombero in pineta Parco pubblico devastato

27 Gennaio 2018

L’assessore Cozzi: altri due cittadini segnalati alla questura per i bivacchi  Forconi e Scaburri: misure insufficienti. Un profugo scomparso da viale Abruzzo  

MONTESILVANO. Bivacchi alla pineta, un parco devastato da atti teppistici e un ospite dello Sprar che non risponde più all’appello nel centro di viale Abruzzo. Corre sul filo la lotta al degrado urbano ingaggiata dall’amministrazione Maragno. Ieri, l’ultimo intervento nella pineta con lo sgombero di una tendopoli abusiva, il terzo in meno di tre settimane, questa volta nella zona adiacente a via Firenze.
L’operazione si è conclusa con l’individuazione di due cittadini stranieri: nei confronti di un senegalese, è stato emesso l’avviso di allontanamento. La seconda persona, già destinataria di un decreto di espulsione, è stata accompagnata in questura per ricevere il secondo decreto di allontanamento dal Pase. Con l’ausilio della ditta Formula Ambiente, sono stati rimossi materiali trovati nell’area e tende. «Con questo nuovo sgombero» dice l’assessore alla Polizia locale, Valter Cozzi, «proseguiamo nel costante percorso per ripristinare legalità e decoro in città, oltre che garantire la sicurezza pubblica». Ma, a mezz’ora dall’intervento nella riserva Santa Filomena, il portavoce dei comitati anti-degrado, Marco Forconi, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, scriveva sul suo profilo facebook: «Una ventina di immigrati ha letteralmente preso d'assalto un tratto di spiaggia, proprio nel punto dove è avvenuto il blitz». Forconi invita il Comune a non fare operazioni di questo genere, «in assenza di un piano organico che possa ripristinare in forma duratura legalità e igiene pubblica». Poi critica la misura del Daspo urbano che, a suo dire, «manifesta tutta la propria carenza nel momento in cui viene applicata contro persone che detengono residenza fittizia o vivono irregolarmente in Italia».
Il comitato annuncia per dopo Pasqua una grande manifestazione cittadina, superiore a quella del 2 luglio scorso, e tornerà domenica 4 febbraio sul pontile di viale Europa per proseguire la raccolta firme contro il degrado, che sarà successivamente portata all'attenzione del sindaco Maragno.
Ma sale il coro delle proteste in città. Il club Giamel, di Gianni Scaburri, interviene per denunciare le condizioni del parco pubblico Baden Powell e segnalare che un rifugiato, ospite di uno dei centri di accoglienza, non risponde più all’appello. «In barba alle chiacchiere sul clima di sicurezza ripristinato in città», afferma Scaburri, «ricordo che gruppi di immigrati continuano a fare scempio nel giardino pubblico. Spaccano i lampioni, probabilmente perché interessati a fare il buio per agire in modo indisturbato e dedicarsi allo spaccio. Da giorni», prosegue il presidente del club Giamel, «ricevo le lamentele dei cittadini che notano un via vai sospetto e continuo di immigrati e di giovani ragazzi, in concomitanza con il calare della sera».
Scaburri parla infine di situazioni difficili anche nella gestione dello Sprar, come testimonia una nota della coordinatrice del sistema di accoglienza montesilvanese, Paola Ruggieri (vedi documento in alto ndr). «Non dobbiamo meravigliarci», scrive Scaburri, «se alcuni ospiti del Sprar decidano di darsi alla macchia: a queste condizioni, nell’anarchia più totale, meglio liberi da regole al libero bivacco». (a.s.)
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