Tesoro di Hitler, spunta un Monet
Il dipinto era nella valigia del figlio del mercante d’arte del Reich
BERLINO. L'ultimo capolavoro, un paesaggio dipinto da Claude Monet, è spuntato da una valigia. Sembra non trovare fine la vicenda del cosiddetto “tesoro di Hitler”, le centinaia di capolavori di dubbia provenienza ritrovati per caso nelle residenze di Cornelius Gurlitt, il collezionista deceduto lo scorso maggio a 81 anni, figlio del mercante d'arte del Reich nazista Hildebrand.
In una valigia, che l'uomo aveva portato con sè durante il ricovero in un ospedale di Monaco, è stata trovata recentemente un'opera di Monet. Lo ha reso noto la task-force che si sta occupando di verificare la provenienza di centinaia di opere che si sospetta possano essere state razziate o sottratte illegittimamente ai proprietari durante il nazismo.
Secondo le prime indicazioni l'opera - un paesaggio dipinto su carta, molto simile a Vue de Sainte-Adresse - potrebbe risalire al 1864. Una foto del dipinto sarà presto messa a disposizione sul sito “Lostart”, alla ricerca di un eventuale legittimo proprietario. Prima di morire Gurlitt aveva accumulato oltre 1500 opere, che gli erano state sequestrate in più occasioni a partire dal febbraio del 2012 con il sospetto di evasione fiscale e appropriazione indebita.
Al momento gli esperti della task-force “Schwabinger Kunstfund” stanno indagando su qualche centinaio di oggetti d'arte. Quando il tempo a loro disposizione sarà scaduto, i capolavori andranno tutti probabilmente al museo di Berna, in Svizzera, come stabilito dal testamento dello stesso Gurlitt.
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