Test gratuiti a chi dona il sangue: «Così scopriamo il Covid»

Progetto di sei mesi della Asl per verificare quanto il virus sia circolato nel territorio. Tampone immediato per i positivi
PESCARA. Esami sierologici ai donatori di sangue per vedere chi è venuto a contatto con il virus della malattia Covid-19. Da oggi è realtà nella Asl di Pescara, prima in Abruzzo a mettere in campo questo studio di grande importanza, come conferma il direttore del Centro trasfusionale dell’ospedale civile Patrizia Accorsi.
LO STUDIO «Il nostro è un progetto che avrà la durata di sei mesi e che finora è stato portato avanti solo in poche regioni come Emilia Romagna e Lombardia», spiega Accorsi, «ci permetterà di avere una fotografia della situazione dei donatori e di poter gestire al meglio anche l’attività di donazione, non solo oggi ma nei mesi a venire. In più, ci aiuterà a capire come il Covid-19 si sia diffuso sul territorio di riferimento della Asl di Pescara. E’ un virus che a volte dà persistenze molto lunghe: attraverso questo studio, potremmo individuare anche gli asintomatici, sapere se ci sono e quanti sono». Un’arma in più che ci aiuterà a capire quanto sia circolato il virus e quale sia la sua presenza sul territorio. E tutto in modo fluido e disciplinato, visto che i donatori di sangue si recano ogni giorno nel Centro Trasfusionale e lì si sottopongono al prelievo in piena sicurezza.
IL CONSENSO Ma come funzionerà? Coloro che al momento della donazione daranno il consenso, verranno sottoposti gratuitamente a questo esame che appurerà se c’è presenza nel sangue di immunoglobuline IgG contro la Sars Cov-2, responsabile del famigerato Covid-19. Chi è venuto a contatto con il virus, ha sviluppato infatti anticorpi specifici che il test sierologico permetterà di individuare. «Riguarda tutti i donatori che accedono alla Asl di Pescara, i quali avranno risposta ai loro dubbi, ma riguarda anche i riceventi che avranno emocomponenti sicuri, al di là di tutte le procedure di sicurezza che vengono sempre applicate. E’ un segnale forte della presenza della sanità pubblica».
SANGUE IN QUARANTENA Se il donatore dovesse risultare positivo, verrà poi richiamato e sottoposto al tampone per verificare se ha la presenza virale, se invece risulta negativo non si darà seguito alle ricerche. «Il risultato si avrà nel giro di pochi giorni e sarà recapitato al donatore», spiega Accorsi, «il quale, in caso di positività, verrà contattato immediatamente e avviato a fare il tampone. Contemporaneamente, le unità di sangue donate, se il donatore risultasse con la sierologia positiva, verranno quarantenate e il sangue sarà reso disponibile e valido solo a esito negativo del tampone».
ESAME SICURO E AFFIDABILE «Abbiamo a disposizione uno strumento di ulteriore sicurezza e di considerazione per il donatore di sangue», afferma Anna Di Carlo, presidente di Fidas Pescara, da più di 30 anni al Centro Trasfusionale. «Lo studio indicherà quali sono le condizioni dei donatori, sia per la loro salute sia per poter avere sempre un bacino di donatori sufficienti per tutte le esigenze che ci sono nella Asl di Pescara: i consumi di sangue sono ripresi in maniera consistente e i bisogni si fanno sempre più rilevanti con l’apertura delle sale operatorie e con il riavvio delle normali attività. Ma anche in un periodo difficile e impegnativo come quello che abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo, i nostri donatori non hanno mai fatto mancare la loro presenza, superando i legittimi timori e dando esempio di altruismo e solidarietà. Per questo, siamo felici di poter dire che ora riceveranno un’attenzione in più, un esame che li farà sentire più sicuri».
Il test sierologico effettuato sarà di tipo quantitativo, avrà un elevato grado di affidabilità e accuratezza. Vi verranno sottoposti i donatori che si recheranno nel Centro trasfusionale di Pescara, dove opera la Fidas, e poi a Popoli, Penne e nell’unità di raccolta dell’Avis pescarese.

