Test per contagi sospetti: il consiglio slitta di 7 giorni

I retroscena della politica. Il motivo ufficiale del rinvio è legato solo ai tamponi Ma in realtà è in atto una guerra fredda nel centrodestra tra Lega e Forza Italia
L’AQUILA. Il Covid entra in consiglio regionale, contagiando i membri degli staff di alcuni partiti. E costringe il presidente Lorenzo Sospiri a rinviare precauzionalmente la seduta in programma ieri pomeriggio a martedì prossimo. Ma, in una giornata convulsa, le questioni sanitarie finiscono per legarsi a doppio filo con quelle politiche, ovvero al braccio di ferro tra la Lega e Forza Italia. Proprio mentre, a livello nazionale, dentro il Carroccio scatta un repulisti interno che potrebbe toccare anche i vertici abruzzesi del partito.
LA GIORNATA. Il rinvio del consiglio, che aveva già subìto uno spostamento dalle 11 alle 15.30 di ieri, viene comunicato poco prima di mezzogiorno.
È Sospiri a disporlo, a seguito dell’aumento del numero dei contagi tra i componenti degli staff dei gruppi consiliari. Alla positività di uno degli assistenti della Lega, già nota da lunedì, di primo mattino si aggiunge, infatti, quella dei collaboratori di altri partiti. Alla base della decisione della presidenza c’è la volontà di attendere «gli esiti dei tamponi». Ma dietro le preoccupazioni per la situazione sanitaria ci sono anche ragioni politiche, che riguardano i rapporti tra forzisti e salviniani. Nessuno può negarlo.
IL BRACCIO DI FERRO. Il rinvio va letto, infatti, anche alla luce di quello che era accaduto qualche ora prima.
Lunedì sera, il presidente della commissione Bilancio, il leghista, Vincenzo D’Incecco, cancella – con il pretesto del caso di positività registrato tra gli staffisti del suo gruppo - la seduta nella quale si sarebbe dovuta approvare, prima di portarla in aula, la variazione di bilancio da 1,2 milioni di euro inerente la convenzione tra Regione e Napoli Calcio. La disdetta, però, suona anche come un segnale inviato a Marco Marsilio nell’ambito della resa dei conti post elettorale tra il Carroccio e Forza Italia, essendo, la convenzione, tema molto caro al presidente della giunta e a Fratelli d’Italia. Quando diventa ufficiale che la commissione non si farà, Sospiri opta per l'annullamento della seduta: senza la variazione di bilancio, unico tema forte tra quelli all'ordine del giorno, è inutile fare il consiglio. ma è il moltiplicarsi dei contagi tra gli staffisti che dà a Sospiri un motivo oggettivo. Che la Lega, già pronta, invece, a partecipare al consiglio pomeridiano senza la variazione di bilancio, non gradisce.
IL CASO FEBBO. Il segnale che la Lega voleva inviare a Marsilio riguarda i rapporti con Forza Italia e, nello specifico, con Mauro Febbo.
Com’è noto, la segreteria regionale del partito aveva chiesto, subito dopo le sconfitte ai ballottaggi di Chieti e Avezzano, di punire l’assessore che, per la Lega, ha causato le debacle. Voci bene informate sostengono che il Carroccio sia intenzionato ad alzare la posta e a chiedere a Marsilio di sostituire Febbo con un altro esponente di Forza Italia. Si parla di Daniele D’Amario. Ma con il rinvio di ieri è come se Forza Italia avesse voluto mandare un contromessaggio alla Lega: esiste un asse tra gli azzurri e Fratelli d’Italia. Il partito di Salvini intanto è alle prese con un repulisti interno a livello nazionale ordinato dallo stesso leader, che non ha digerito la mezza disfatta delle amministrative e ora vuole punire alcuni coordinatori locali ai quali imputa la responsabilità della débacle. Il diktat è: stop ai doppi incarichi, amministrativi e di partito. Se le cose stanno davvero così quale testa salterà in Abruzzo?
LA GIUNTA. Per il momento, però, in Abruzzo siamo ancora alle schermaglie, come dimostra la riunione di giunta di ieri pomeriggio, passata senza scossoni, dopo il caso del consiglio. Una tregua armata. Ma la variazione di bilancio per dare continuità alla convenzione col Napoli, che senza l’approvazione del consiglio rischia di scadere, sarà votata di nuovo dall’esecutivo oggi, in una seduta straordinaria prevista alle 13. Quando i nodi potrebbero arrivare al pettine.

