Test su anticorpi per 66mila medici e infermieri vaccinati

Screening a tappeto sui primi immunizzati per capire se e quando servirà la terza dose Quanti coinvolti: 20mila a Chieti, 17mila all’Aquila, 16mila a Pescara e 12mila a Teramo
Quanto dura l’effetto dei vaccini anti-Covid? La risposta alla domanda del secolo potrebbe arrivare proprio dall’Abruzzo grazie a uno studio pilota che sarà condotto su oltre 66mila operatori sanitari della regione che hanno già completato il ciclo vaccinale. Lo scopo è prevenire il rischio di infezione tra medici, infermieri e Oss al fine di evitare ulteriori focolai negli ambienti ospedalieri. Ma il monitoraggio del personale sanitario d’Abruzzo potrebbe fare da apripista anche per la programmazione della terza dose per tutti. Le linee di indirizzo, gli obiettivi e i metodi dello studio sono stati già inviati all’indirizzo dei direttori generali delle quattro Asl.
QUALI OBIETTIVI. Medici, infermieri e operatori sanitari hanno avuto una corsia preferenziale nella prima fase della campagna vaccinale e per questo, secondo l’Agenzia regionale sanitaria, è necessario valutare il loro pattem anticorpale protettivo nel corso del tempo. Il protocollo studiato agirà in accordo con le linee guida del piano strategico per la vaccinazione anti Sars CoV 2 elaborato dal ministero della Salute, dal commissario straordinario per l’emergenza, dell’Istituto superiore di Sanità e dell’Aifa e potrà essere revisionato sulla base di eventuali e più aggiornate evidenze scientifiche.
L’obiettivo della sorveglianza immunologica è valutare il grado di protezione nel personale sanitario mediante test sierologico dopo 6 mesi e dopo un anno dal completamento del ciclo vaccinale; orientare il programma vaccinale con eventuali dosi di richiamo per prevenire il rischio di infezione e pianificare i programmi di sorveglianza sanitaria specifici per medici, infermieri e Oss.
A CHI È RIVOLTO. Il monitoraggio verrà effettuato da parte dei medici competenti delle Medicine del Lavoro delle Asl d’Abruzzo e riguarderà tutte le professioni sanitarie e i medici specializzandi. Ma quanti sono gli operatori sanitari che faranno da “cavie” nell’ambito del rivoluzionario studio pilota sull’efficacia della vaccinazione anti covid?
In tutto l'Abruzzo gli operatori sanitari vaccinati al 30 giugno 2021 sono 66.678. Di questi 17.665 fanno parte della Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila; 19.927 sono della Asl Lanciano-Vasto-Chieti; 16.251 riguardano la Asl di Pescara e 12.835 appartengono alla Asl di Teramo.
COME SI SVOLGE. A distanza di 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale a tutti gli operatori sanitari verrà richiesto un prelievo venoso standard per valutare la risposta quantitativa degli anticorpi diretti contro la proteina spike di Sars-CoV-2.
Il metodo analitico di rilevazione degli anticorpi è un test sierologico in grado di quantificare gli anticorpi IgG contro il coronavirus.
Il dosaggio anticorpale dovrà poi essere ripetuto a distanza di 1 anno dalla vaccinazione con i risultati dello screening che verranno comunicati in tempo reale all'Agenzia sanitaria regionale. I test, due per ogni operatore, consentiranno di osservare a valutare l'andamento e la durata della risposta immunitaria.
«I risultati di questo screening», spiega il direttore dell’Asr, Pierluigi Cosenza, «andranno comunicati tempestivamente all’agenzia sanitaria, così da adottare le azioni necessarie ad orientare il programma vaccinale con eventuali dosi di richiamo per prevenire il rischio di infezione in operatori sanitari già vaccinati, ma anche per pianificare i programmi di sorveglianza sanitaria a cui gli stessi vengono sottoposti da parte dei medici competenti. Il protocollo, naturalmente, rispetterà le previsioni del Piano Strategico nazionale e potrà essere aggiornato in base a ulteriori evidenze scientifiche».
«Le attuali conoscenze sulla durata dell’immunità al Sars Cov2», aggiunge l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, «derivano dalle analogie con altri virus dello stesso tipo e da studi più recenti condotti su pazienti guariti da Covid 19. Queste conoscenze, però, sono tuttora incomplete sulla reale efficacia della vaccinazione nel tempo: è infatti nota la risposta positiva nel breve periodo, mentre quella successiva è tuttora incerta, in quanto i tempi di osservazione sono ancora limitati in tutti i Paesi del mondo. Di qui», conclude Verì, «questa iniziativa, che si propone 3 obiettivi principali: ridurre i rischi per chi è più esposto al patogeno; contenere il contagio tra chi accede alle cure sanitarie; scongiurare chiusure e blocchi nelle attività assistenziali».

