Testa e Zavattaro i nuovi dg delle Asl

Marsilio fa le nomine e sfida la Lega di Bellachioma e D’Eramo
L’AQUILA. La nomina di Roberto Testa alla Asl dell'Aquila diventa uno schiaffo di Marsilio alla Lega.
Il caso politico esplode alla vigilia del vertice aquilano, previsto per le 15 di oggi a Palazzo Silone, in cui gli alleati del centrodestra si spartiranno ben 145 poltrone negli enti e le società controllate o partecipate della Regione. Ma il governatore, anticipando i tempi, rompe l’accordo preso con Giuseppe Bellachioma, il suo vice Luigi D'Eramo, Nicoletta Verì e gli altri assessori leghisti nella mattinata di ieri. Il patto era quello di rinviare a oggi le nomine dei due manager dell'Aquila e di Chieti, nomine invece decise a sorpresa alle 19,30 di ieri quando Marco Marsilio ha firmato i decreti che conferiscono gli incarichi al 58enne Testa, direttore sanitario della Asl di Roma 2, per l’azienda sanitaria dell'Aquila, Avezzano e Sulmona, e a Francesco Zavattaro che quindi torna a dirigere la Asl di Lanciano, Vasto, Chieti da dove era stato esautorato, nel 2015, dall'ex governatore, Luciano D'Alfonso. Ma è su Testa che esplode lo scontro che mina la maggioranza.
Il manager caldeggiato dalla Lega infatti era Ferdinando Romano, ex docente d’Igiene dell’Università D'Annunzio di Chieti-Pescara. Tra il governatore Marsilio, di Fratelli d'Italia, e i vertici abruzzesi del Carroccio, era in corso un braccio di ferro che la Lega pensava di risolvere a proprio favore prima dell’arrivo del leader Matteo Salvini in Abruzzo previsto per domani. Ma lo strappo si è consumato prima. E dal centrosinistra c’è chi, come Silvio Paolucci, ironizza definendolo il “colpo di Testa di Marsilio”. La Lega, invece, è furiosa e immediatamente dall’Abruzzo contatta il capo politico per chiedere se aprire la crisi.
Così può accadere che Marsilio si ritrovi in minoranza quando in Giunta i 4 assessori leghisti non ratificheranno la nomina di Testa. Oppure che oggi, al vertice per la spartizione delle poltrone, la Lega non si presenti anche se è nettamente dominante insieme all’accoppiata Fratelli d'Italia-Marsilio, rispetto a Forza Italia che avrebbe molto da reclamare. La mappa che pubblichiamo è quella studiata a tavolino da Etel Sigismondi (Fdi) che attribuisce al partito di Bellachioma 73 posti, a FI 31 ma a Fdi-Marsilio 35. Il banco salta dopo la nomina di Testa? Una nomina che di fatto ha innescato, due giorni fa, l'attacco (preventivo) di D'Eramo al sindaco meloniano dell'Aquila, Biondi. Ma che per ora vede il vice di Bellachioma perdente nei confronti di Fratelli d'Italia. A voler pensar male si potrebbe ipotizzare uno scenario diverso e cioè che dalla nomina all'Aquila del 58enne direttore sanitario di Roma 2, ed ex direttore della Asl di Frosinone, possa trarre vantaggio anche Bellachioma, se lo scontro viene calato all’interno della Lega dove c’è un altro braccio di ferro, quello tra il segretario e il suo vice D'Eramo. Immaginiamo quindi che ci sia un patto, dietro le quinte, tra il capo abruzzese del Carroccio e Marsilio. E che quest'ultimo non si sia gettato nel baratro senza il paracadute delle garanzie di Bellachioma. Garanzie in cambio di cosa? In cambio, per esempio, della nomina a Teramo di un dg caldeggiato dalla Lega. Non a caso, proprio ieri, Marsilio ha firmato il decreto con cui promuove Roberto Fagnano direttore del Dipartimento Sanità liberando il posto da manager a Teramo, un posto che potrebbe essere affidato, sempre con procedura concorsuale, al teramano Maurizio Di Giosia, che piace alla Lega.
Ma è fantapolitica di cui oggi avremo le risposte. Se la Lega non farà saltare il banco vuol dire che un accordo c’è.

