Testa esulta. Pagano dentro al fotofinish

Pescara. Successo personale di D’Alfonso che ammette: il centrosinistra esce sconfitto
PESCARA. Sono Nazario Pagano e Guerino Testa i due pescaresi che entrano alla Camera dei deputati per il centrodestra: il primo candidato capolista di Forza Italia al proporzionale, senatore uscente, e il secondo candidato di Fratelli d’Italia all’uninominale, attuale capogruppo in Regione. Sono i due volti vincenti del centrodestra al cui interno ha sbancato il partito della Meloni (27,89%), con Forza Italia all’11% e la Lega all’8,5%. Il Pd sarà rappresentato a Montecitorio da Luciano D’Alfonso, senatore uscente, oggi presidente della commissione Finanze a Palazzo Madama, forte di «un risultato personale eccellente», come ha detto lui stesso, a fronte di un consenso per il Pd non entusiasmante, ma che ieri sera è stato compensato dalla notizia dell’ingresso alla Camera di Stefania Di Padova, assessore al Bilancio al Comune di Teramo.
«La situazione per noi è veramente brillante, non solo siamo ovviamente molto soddisfatti del risultato della coalizione, che supera di diversi punti la media nazionale, ma si tratta di un risultato inedito e nettamente superiore agli ultimi appuntamenti elettorali delle regionali ed europee», commenta Pagano, risultato eletto al fotofinish.
Per il rappresentante degli azzurri il risultato regionale è stato «prestigioso» e in alcuni comuni Forza Italia è risultata «il primo partito». C’è «il rammarico», prosegue, «di non aver avuto un collegio uninominale con un rappresentante di Forza Italia, forse avremmo avuto un parlamentare in più».
E fino all’ultimo ha sperato che al Senato Forza Italia potesse eleggere Lorenzo Sospiri: «Avremmo un senatore in più di centrodestra rispetto a un esponente del M5S che andrebbe lì solo a fare opposizione», diceva ieri prima che i conteggi escludessero l’elezione di Sospiri, apparsa assai probabile.
«Sono orgoglioso del grande risultato di Fratelli d’Italia in Abruzzo, e non posso che ringraziare chi è stato protagonista di un lavoro corale quotidiano: gli amministratori, il gruppo dirigente e di chi ci sostiene, a partire dai giovani», dice entusiasta Testa. «L’auspicio è che sia un punto di partenza e non di arrivo, consapevole della mole di lavoro che ci attende e dei tanti problemi da affrontare, con le riforme. Per la mia affermazione ringrazio il partito per avermi scelto e la coalizione per avermi supportato. Sono orgoglioso di rappresentare l’Abruzzo in Italia in un momento in cui c’è una riduzione dei parlamentari e in una fase difficile del paese. Mi impegnerò con grande senso di responsabilità».
«Il centrosinistra ha perso, il Pd ha assunto un risultato dal quale deve ripartire, ricercando le ragioni della sua identità», commenta senza mezzi termini D’Alfonso. «In Abruzzo», fa notare, «partiamo da un valore di centomila elettori che ci hanno votato e con questi dobbiamo ritrovare le ragioni di una offerta politica che dev’essere prevalente. Ogni volta si riparte da zero» ma guardando alle elezioni appena finite, dice che avrebbe promosso una «alleanza coinvolgendo sia i Cinque Stelle, sia Calenda e Renzi». Quanto alla Meloni, «ora deve fare l’impossibile per governare esattamente come si aspettano gli italiani rispetto a paure, preoccupazioni e problemi. Sono rimasto colpito e consapevole del fatto che l’offerta della destra italiana potesse trovare prevalenza sia nei collegi che dal punto di vista della scelta proporzionale». (f.bu.)

