Testa: «Io finito nell’inchiesta ma non c’entro con le accuse»
PESCARA. L'attuale capogruppo in consiglio regionale di Fratelli d'Italia, Guerino Testa, interviene nella vicenda che lo vede inserito fra gli indagati per bancarotta fraudolenta nell'inchiesta...
PESCARA. L'attuale capogruppo in consiglio regionale di Fratelli d'Italia, Guerino Testa, interviene nella vicenda che lo vede inserito fra gli indagati per bancarotta fraudolenta nell'inchiesta conclusa dal pm Andrea Di Giovanni sulla società Apd group srl: inchiesta che riguarda la sua professione di commercialista e non la sua attività politica.
«Si tratta di un'appendice», afferma Testa, «di un vecchio fascicolo definito, in cui venni assolto per alcuni capi d'accusa e prosciolto per altri (in quella precedente vicenda Testa patteggiò un anno e 6 mesi per alcune bancarotte, venne prescritto per altri reati e assolto dall'accusa di associazione per delinquere). Mi dimisi da amministratore unico nel 2010 dopo la mia elezione a presidente della Provincia e dunque, alle questioni societarie e concorsuali successive a quella data e fino al 2018 sono completamente estraneo».
Le contestazioni riguardano un mutuo di 3 milioni e mezzo di euro che la società sottoscrisse nel dicembre del 2005: somme che secondo l'accusa sarebbero state distratte dai vari amministratori. Testa ha già chiesto di essere interrogato. (m.cir.)

