Testa: nidi di condominio e farmaci a domicilio

14 Maggio 2014

Il candidato sindaco del Nuovo centrodestra presenta il suo programma sociale «Interventi possibili per famiglie, anziani, disabili e le fasce più deboli della città»

PESCARA. Disabilità, welfare familiare, anzianità, infanzia, adolescenza. Sono alcuni dei temi che riguardano il programma elettorale, da un punto di vista del sociale, che il candidato sindaco del Nuovo centrodestra, Guerino Testa, ha appuntato sulla sua agenda. «Ci confronteremo volta per volta con le diverse categorie», ha sottolineato ieri l’aspirante primo cittadino. «Ovvero noi ascolteremo sempre le diverse categorie, per poi prendere delle decisioni condivise».

Intanto alcune cifre snocciolate ieri dicono che un problema emergenziale sia rappresentato dall’occupazione femminile e da quella che una volta era definita «terza età». Ha rilevato Testa, accompagnato ieri dal coordinatore del think tank della coalizione che lo sostiene, l’ex sindaco Carlo Pace: «Dovremmo potenziare il servizio alle famiglie per il reinserimento delle donne nell’ambito lavorativo». Le policies del candidato verso i più piccoli sono rivolti invece verso l’istituzione degli asili nido condominiali. «Il nido in casa», ha precisato Testa, il quale sulle politiche giovanili si è soffermato puntando sui servizi di doposcuola, attraverso un partenariato sociale. «Ad esempio», ha fatto sapere Testa, «si potrebbero coinvolgere gli insegnanti in pensione». Un mutual housing, con finanziamenti europei, sarebbe la soluzione prevista per gli anziani, che a Pescara rappresentano il 20% dei residenti. Per loro, la coalizione capeggiata da Testa ha pensato, oltre ad un coinvolgimento didattico, di «stipulare degli accordi con la Croce Rossa, per portare i farmaci a domicilio». Uno sguardo sui più deboli inoltre, sempre secondo il potenziale sindaco, verrebbe gettato attraverso la spesa sospesa e il libro sospeso. «Ad esempio», ha continuato Testa, «si può comprare una medicina da 8 euro, pagandola 10, dunque lasciando 2 euro che l’amministrazione potrebbe reinvestire con il totale dei soldi ricavati. Lo stesso si potrebbe fare con i libri, aggiungendo, per esempio nell'acquisto di un libro di scuola, cinque euro in più che potrebbero andare a beneficio di chi è più disagiato».

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