Testa: «Si apre una voragine per i lavoratori del settore»
PESCARA. «Speravamo in una mossa forte e risolutiva, invece ci troviamo di fronte all’ennesima azione prepotente e deleteria per il Paese. L’azione di un governo che parla di criteri di salvaguardia...
PESCARA. «Speravamo in una mossa forte e risolutiva, invece ci troviamo di fronte all’ennesima azione prepotente e deleteria per il Paese. L’azione di un governo che parla di criteri di salvaguardia per le imprese ma che di fatto a quelle imprese non garantisce certezze e stabilità». Sono le parole di Guerino Testa, capogruppo in consiglio regionale di Fratelli d’Italia, sul destino delle concessioni balneari. «Il provvedimento del governo, secondo il quale dal primo gennaio 2024 l’assegnazione delle concessioni avverrà solo tramite gara, apre una pericolosa voragine socio-economica per tutti gli operatori del turismo abruzzese e italiano», commenta Testa. E il capogruppo spiega anche i contenuti della mozione di FdI che è stata presentata alla Camera (prima firmataria, Giorgia Meloni) e sarà votata oggi, alle 15. «Nel documento si afferma a chiare lettere che si tratta del primo atto di esproprio del governo Draghi a danno di 30 mila attività d’impresa. La mozione - che affronta anche il tema delle concessioni delle attività di commercio ambulante su aree pubbliche, altra categoria messa in grande difficoltà dalle previsioni della direttiva Bolkestein – analizza nel dettaglio le normative sulla materia, evidenziandone lacune e distorsioni, ed impegna il Governo ad adoperarsi in sede europea per sostenere l’inapplicabilità della direttiva in questione al settore delle concessioni demaniali marittime, fluviali e lacuali per finalità turistico-ricreative perché si tratta di licenze di beni e non di servizi. Si chiede poi un trattamento non discriminatorio rispetto ad altri Stati europei, come Spagna e Portogallo, che hanno prorogato le concessioni senza alcuna contestazione da parte dell’Unione Europea». La mozione parla inoltre di due rischi: quello di «fallimento per migliaia di imprenditori» e quello di «abbandono delle nostre coste».

