«Ti butto il caffè bollente in faccia» Ma la compagna chiama i carabinieri

20 Settembre 2018

PESCARA. Un rapporto coniugale deteriorato da liti continue e logoranti discussioni tra le mura domestiche, spesso per motivi economici, che negli ultimi sei mesi sfociavano puntualmente in ingiurie,...

PESCARA. Un rapporto coniugale deteriorato da liti continue e logoranti discussioni tra le mura domestiche, spesso per motivi economici, che negli ultimi sei mesi sfociavano puntualmente in ingiurie, minacce e umiliazioni, da «ti butto in faccia il caffè bollente» fino alla violenza fisica, con schiaffi e pugni sferrati sul volto della compagna sotto lo sguardo atterrito dei figli piccoli.
È successo nei mesi scorsi a Pescara, ma adesso la vittima ha trovato il coraggio di denunciare i maltrattamenti subiti dal compagno, un uomo di 27 anni già noto alle autorità per reati inerenti gli stupefacenti. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Pescara, sotto la direzione del comandante Antonio Di Mauro, hanno immediatamente inoltrato all’autorità giudiziaria una richiesta di misura cautelare «volta a contenere l’indole violenta dell’uomo e scongiurare il verificarsi di episodi più gravi».
La richiesta è stata accolta e martedì mattina è stata emessa l’ordinanza che predispone per l’uomo l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla sua compagna. «È una storia come tante, che ricalca quelle già tristemente note alle cronache», fanno sapere i carabinieri. Dai racconti della donna emergono le numerose e agghiaccianti violenze subite, soprattutto negli ultimi sei mesi, quando il rapporto d’amore era ormai stato minato dai continui maltrattamenti domestici, minacce e umiliazioni, il più delle volte a seguito di discussioni scaturite da futili motivi. Al punto che, in diverse circostanze, dai dissidi sempre più pesanti e dalle parole, si era passati alle mani. Uno dei tanti motivi di discussione sarebbero i soldi.
Secondo il racconto della mamma, infatti, l’uomo avrebbe fatto mancare alla famiglia «le essenziali fonti di sostentamento», scatenando ogni volta, alle richieste di denaro, la propria rabbia e frustrazione. In un clima definito di «terrore, tensione e insofferenza» bastava che uno dei figli piangesse o che la donna chiedesse al compagno di aiutarla nelle faccende domestiche a scatenare la furia dell’uomo che, senza pensarci due volte, si scagliava su di lei con minacce quali: «Ti butto in faccia il caffè bollente»”. Nei casi più gravi, oltre agli insulti e alle urla, le avrebbe sferrato pugni sul volto facendola sanguinare dal naso, anche davanti ai figli minorenni. Ma la vittima, dopo l’ennesimo episodio di violenza, si è rivolta ai carabinieri.
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