Tiboni all’Ente manifestazioni: io sto fuori e ci sono soci morosi

Il presidente dell’associazione Flaiano tira fuori le carte: «Chi non ha pagato, andrebbe sospeso» La replica di Meale (responsabile Emp): l’assemblea per l’ammissione convocata a strettissimo giro
PESCARA. Una risposta che si fa attendere da più di due anni, e perplessità legate alla permanenza di alcuni soci nella compagine dell’Ente manifestazioni pescaresi. Ha più sfaccettature la richiesta di chiarimenti fatta da Carla Tiboni, presidente dell’associazione Flaiano, motore dei Premi internazionali intitolati all’intellettuale pescarese, indirizzata all’istituzione culturale di Pescara.
L’associazione presieduta da Carla Tiboni, il 21 dicembre 2021, come ricostruisce lei stessa, ha inviato all’Emp una richiesta per diventare socio dell’Ente morale costituitosi nel 1950 e oggi guidato da Valter Meale. A quella istanza ne sono seguite altre due, presentate a settembre scorso e poi a febbraio. Tutte però sono cadute nel vuoto, attraverso quello che la presidente definisce «un silenzio istituzionale». L’amarezza di Carla Tiboni è acuita dal «legame fortissimo che l’associazione Flaiano ha con l’Ente manifestazioni pescaresi», continua l’avvocato, «dal momento che Edoardo Tiboni, ideatore dei Premi internazionali, ha contribuito alla nascita dell’Ente e alla costruzione e alla realizzazione del teatro monumento d’Annunzio». Replica il presidente dell’Emp Valter Meale in una breve nota: «Siamo consapevoli della richiesta dell’associazione Flaiano. Ho convocato un’assemblea dei soci prevista per il 2 novembre 2022 e nelle comunicazioni del presidente avrei parlato della richiesta dell’avvocato Tiboni, poiché la procedura di ammissione dei nuovi soci non è molto chiara sullo statuto dell’Emp e volevo confrontarmi con i soci a tal proposito. L’assemblea in questione non si è più svolta per impossibilità di un socio di partecipare e la stessa sarà riconvocata a strettissimo giro».
Intanto, a fare da contrappeso alla mancata risposta, ci sarebbe, per Tiboni, una eccessiva tolleranza da parte dell’Emp sulla permanenza tra i soci di un’altra associazione, gli Amici dell’Ente manifestazione.
«Dal 2017, l’Ente accoglie tra i soci l’associazione costituita con lo scopo di reperire risorse economiche di supporto all’Ente. Per statuto, ogni socio deve versare una quota annuale di 10 mila euro. Da allora a oggi», sottolinea Tiboni, «Amici dell’Ente avrebbe versato solo due quote, nel 2020 e nel 2021, ponendosi in una situazione di morosità per gli altri 4 anni. Questa condizione avrebbe dovuto far scattare la sospensione come socio, e impedirne la partecipazione alle assemblee. Questo non è stato fatto, con tutte le deliberazioni che non sono state prese in conformità allo statuto». Ulteriori perplessità arrivano anche in merito alle due annualità versate, quelle del «28 maggio 2020», illustra Tiboni, «e del 19 aprile 2021». Nei due casi, i bonifici in favore dell’Ente, afferma Tiboni, sarebbero stati fatti subito dopo bonifici di uguale importo da parte dell’Ente in favore della stessa associazione.
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