Tiboni: il Flaiano lascia Pescara Masci: è uno sfregio per la città

30 Giugno 2023

L’organizzatrice dei Premi: «La politica ha provato ad addomesticare il Pegaso, ce ne andiamo» Il sindaco: «Abbiamo garantito un sostegno forte, 188mila euro in 5 anni: è più del centrosinistra»

PESCARA. «La politica ha provato ad addomesticare il Pegaso. Non ci è riuscita. Il Pegaso vola altrove». Con un post su Facebook, pubblicato nelle prime ore della mattina di ieri, Carla Tiboni, organizzatrice dei Premi Flaiano, ha annunciato l’addio a Pescara, puntando a Roma. L’ufficialità arriverà domenica, nella serata finale, dal palco del D’Annunzio, quel teatro che ha fatto scoppiare la polemica a distanza tra Tiboni, il sindaco Carlo Masci e il presidente dell’Ente Manifestazioni pescaresi Valter Meale. I lavori promossi dal Comune nella struttura (durante i Premi) non sono stati comunicati ufficialmente all’associazione Flaiano, e Tiboni non intende passarci sopra, così come non intende passare sopra alle dichiarazioni delle ultime ore che la riguardano. «Masci ha detto che avrei puntato a suscitare un maggior interesse sulla manifestazione e Meale che io sapevo dei lavori. Nulla di vero», spiega. «Credo che non si possa sporcare il Premio con queste piccinerie e meschinità. Per me è diventato difficile lavorare in tali condizioni, ho bisogno di serenità. I Premi hanno raggiunto un livello tale che potrebbero andare ovunque, non è un capriccio». C’è la possibilità di ripensarci? «Serve una pausa di riflessione, farebbe bene a tutti, per capire cosa vogliamo fare del gioiello creato da mio padre», conclude Tiboni.
La replica di Masci non si è fatta attendere. «Se dovesse essere confermato lo spostamento da Pescara non potrò partecipare all’evento finale, domenica sera, perché considero questa scelta un’offesa alla città: non sarebbe né un dispetto al sindaco né a questa amministrazione, bensì uno sfregio a Pescara per motivi a me ignoti». Il sindaco ha ricordato «il sostegno forte e convinto del Comune ai Premi Flaiano, pari a 188.000 euro in cinque anni, il circa il 50% in più della precedente amministrazione. Ero, sono e sarò sempre aperto al confronto e alla collaborazione per il bene della città e dei Premi Flaiano, ma senza storture e senza forzature strumentali».
Da Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale, la richiesta a Tiboni «di fermare la veemenza della polemica politica a tutti i costi, contro tutto e tutti. Una polemica che danneggia solo l’immagine di Pescara e di un Festival glorioso, fondato dal compianto Edoardo Tiboni. La militanza politica non interferisca con l’indipendenza di eventi che sicuramente sono destinati ad andare oltre il nostro ristretto presente».
Un appello arriva anche dal deputato Guerino Testa. «Le piccole beghe locali non possono inficiare il futuro dei Premi», dice il parlamentare di Fratelli d’Italia parlando della «delusione più o meno giustificata di Tiboni che comunque non ha penalizzato la manifestazione. Questo qui pro quo non può essere un motivo utile né intelligente per mettere in pericolo il futuro dell’evento a Pescara. Conosco l’onestà intellettuale, la correttezza e la pescaresità di Tiboni e chiedo che questa sua decisione non abbia seguito perché i Premi sono troppo importanti anzi, credo che debbano essere presentati alla Camera dei deputati, alla presenza del ministro, per far assumere alla manifestazione un livello sempre più internazionale. Non vorrei che i fatti di questi giorni vengano strumentalizzati da chi non vuole il bene di Pescara e chiedo agli organizzatori di mantenere qui i Premi, un evento che caratterizza la proposta della città». Il centrosinistra invece si rivolge a Masci e alla sua giunta che dovrebbero «evitare di usare ulteriore arroganza di fronte al rischio senza precedenti che Pescara perda i Premi Flaiano. Si chiedano come mai, dopo 50 anni, l’associazione sia arrivata per la prima volta all’esasperazione», dicono i consiglieri comunali Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo, Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli. «Il sindaco metta in campo tutti gli sforzi possibili», suggeriscono, «per evitare che Pescara perda i Premi, sarebbe l’ennesima ferita e il centrodestra ne sarebbe l’unico responsabile».