Tiburtina, cartelli di protesta contro il degrado

L’ex consigliere Carpiani lancia l’allarme sui marciapiedi allagati dall’acqua potabile e il buco tra i rovi
PESCARA. «Pescara, qui pronto soccorso speciale» e, sotto, il disegno di una siringa con l’ago gocciolante rivolto in direzione dell’ingresso del covo dei tossici, nascosto tra la fitta vegetazione e i rovi, sul terreno dove dovrebbe passare il tracciato della strada Pendolo.
«Pescara, qui bevatoio degli animali» e, sotto, il disegno di un quadrupede che si abbevera sul marciapiede dal quale, «da tre mesi sgorga acqua potabile dispersa lungo le strade del quartiere».
Giancarlo Carpiani, storico consigliere del quartiere Villa del Fuoco, ieri mattina ha rilanciato l’ennesima «provocazione per tenere viva l’attenzione su una delle porte di ingresso alla città altamente degradata» . All’alba ha disegnato i cartelli, li ha appiccicati sulle assi di legno e poi è andato a posizionarli all’angolo tra via Tiburtina e via Lago di Capestrano. Uno lo ha lasciato sul marciapiede dove un tempo c’era una fontanella che oggi è misteriosamente sparita. «Non si capisce che fine abbia fatto» riflette il pensionato mentre armeggia con le cassette di plastica nera, quasi svuotate dalle fave fresche, poste sul banchetto improvvisato davanti al quale gente del quartiere si ferma a comprare.
«In tre mesi ho chiamato l’Aca tre volte, è venuto un operaio a fare un sopralluogo, poi non si è più visto nessuno. Ma qui l’acqua potabile continua a scorrere a fiumi e disperdersi in strada».
L’altro cartello lo ha trascinato davanti allo stretto ingresso spinato, con la recinzione divelta, che conduce sul lungo viale dove i tossici si inoltrano verso la boscaglia per farsi il buco. Il via vai, visibile dagli abitanti dei palazzi che si affacciano sull’area verde, c’era anche ieri mattina. La droga viene consumata all’interno di un boschetto, dietro siepi impenetrabili, nascoste agli occhi dei passanti lungo la Tiburtina. Lungo il vialetto di terra e brecciolina, due ali di erbacce e sterpaglie nelle quali affogano rifiuti di ogni sorta, dai flaconi di medicinali scaduti ai sacchi, secchi vuoti, a quel che resta di grossi materassi sbrindellati e divorati dalle intemperie. Carpiani chiede alle istituzioni le giuste attenzioni per l’altra faccia della città.(c.co.)

