Tirocini nelle ditte per i giovani con autismo

Al via il progetto dell’Azienda speciale e del Sigad: sei mesi di stage retribuito per favorire l’inclusione
MONTESILVANO. Tirocini retribuiti nelle aziende del territorio rivolti a giovani adulti con disturbi neuro-psichici o affetti da autismo. È l’iniziativa promossa dall’Azienda speciale di Montesilvano in collaborazione con il Sigad, il Servizio di inclusione sociale dei giovani adulti con disabilità neuropsichica della Asl di Pescara, e presentata ieri mattina dai responsabili degli enti coinvolti. Il progetto prevede la selezione di 9 giovani di età compresa tra i 16 e i 30 anni, residenti a Montesilvano e con certificazione Icf di orientamento sociolavorativo che avranno la possibilità di svolgere dei tirocini in aziende private o pubbliche, in base delle loro competenze. Il percorso formativo avrà una durata di 6 mesi, per 15 ore al giorno e un compenso mensile di 300 euro, al termine del quale il tirocinante – è questo il fine ultimo del progetto – potrebbe essere assunto dal suo datore di lavoro. Un’iniziativa orientata all’autonomia e all’inclusione di soggetti in difficoltà resa possibile da uno stanziamento di 17mila euro da parte dell’amministrazione comunale, come evidenziato dall’assessore alle politiche sociali Sandra Santavenere. A seguito della sottoscrizione del protocollo, l’Azienda speciale pubblicherà l’avviso per il reclutamento dei soggetti da coinvolgere. In caso di un numero maggiore di richieste, come evidenziato da Federica Zorzi e Maria Ruggieri dell’Azienda speciale, la precedenza sarà riservata ai montesilvanesi con reddito Isee più basso e che siano in possesso di altri requisiti specifici previsti dalla Legge 68. È già stato emanato nelle scorse settimane ed è tuttora aperto, invece, l’avviso di selezione rivolto alle aziende interessate ad ospitare i tirocini. «Abbiamo bisogno di tante realtà diverse in modo tale da avere maggiori possibilità di incrociare la domanda all’offerta, sulla base delle competenze specifiche dei tirocinanti. Per cui lanciamo un appello alle aziende affinché colgano tale opportunità», ha aggiunto Santavenere. «I ragazzi che saranno coinvolti, ossia quelli con la certificazione Icf, che consente di valutare la persona sotto diversi aspetti, hanno già una preparazione e saranno seguiti durante tutto il percorso», hanno aggiunto l’assistente sociale Chiara Rossi, il terapista occupazionale Giuseppe Corese e la psicologa Alessandra Di Berardino, «per cui i soggetti ospitanti non devono avere alcun timore». (a.l.)

