Tocco, Cir in mano ai polacchi al lavoro venti addetti su 180

Accordo al ministero per il passaggio dell’azienda di rimorchi in amministrazione controllata della famiglia Margaritelli al gruppo Wielton che porterà gran parte della produzione all’estero
TOCCO DA CASAURIA. Importanti passi avanti sono stati compiuti in questi giorni per la composizione della vertenza alla Compagnia italiana rimorchi (Cir) e per la possibile ripresa di una pur minima attività lavorativa. Fra azienda, lavoratori, parti sociali (Cgil e Uil), Confindustria e ministero della Attività produttive, si è raggiunto un accordo sull'immediato futuro della fabbrica di rimorchi e semirimorchi che apre nuovi orizzonti produttivi.
Non certo la società di cui detiene la maggioranza del pacchetto azionario, la famiglia Margaritelli, potrà riprendere l'attività, essendo in stato concordato preventivo, e i 180 dipendenti dello stabilimento di Tocco, con gli altrettanti lavoratori della ex Cardi di Bussolengo (Verona) e della ex Viberti di Nichelino (Torino), tutti sotto ammortizzatori sociali. Ad aprire l'orizzonte è un nuovo investitore, il gruppo polacco Wielton, l'unico ritenuto valido a rilevare il gruppo Cir. I polacchi sarebbero disposti ad assumere una ventina di lavoratori per riavviare il reparto dell'allestimento dei mezzi.
La loro produzione però, almeno per ora, avverrebbe in Polonia: saldatura e verniciatura avverrebbe oltralpe ed i mezzi per essere messi su strada sarebbero completati nello stabilimento di contrada Ceppeto di Tocco da Casauria. Non ci sono spiragli per ora per i due stabilimenti del nord Italia. La proposta, del resto l'unica possibile almeno per ora, viene giudicata positivamente da tutti gli attori che si alternano sulla scena della Cir, in primis lavoratori e parti sociali che la considerano come il primo risultato di un impegno che mira alla salvaguardia occupazionale.
«La convergenza su questo programma» spiega il delegasto Cgil, Gino Marinucci, «sarà sancita la prossima settimana con un nuovo vertice al ministero, confidando che, anche se ridotto al minimo, il ciclo lavorativo a Tocco possa vedere subito la luce. Siamo ottimisti, poiché il mercato di questi mezzi è vivace, soprattutto nei paesi del Nord Est europeo, un mercato molto ben conosciuto dalla holding polacca. Noi speriamo» prosegue Marinucci «che le richieste possano crescere e anche da noi il lavoro possa incrementarsi. Stando sotto il controllo della magistratura del Tribunale di Verona, l'operazione dovrà essere certificata da questo fronte di salvaguardia».
Lo stabilimento di Tocco, da quando è stata fermata la produzione, è rimasto intatto con le sue dotazioni di macchine e robot, degli apparati in tutti i reparti del ciclo produttivo soprattutto quelli della saldatura e della verniciatura, ritenuti all'avanguardia. Insomma, i lavoratori sperano che questo prima ipotesi di rilancio possa essere ben augurante per una più ampia ripresa.
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