Tocco, il “sindaco rosso” torna in sella dopo 5 anni

9 Giugno 2016

Riziero Zaccagnini ha consumato la rivincita politica in paese: ha battuto il suo avversario di sempre, Luciano Lattanzio, con uno scarto di soli quattro voti

TOCCO DA CASAURIA. Torna come sindaco dopo cinque anni all'opposizione Riziero Zaccagnini con la lista civica Primavera Toccolana, unico amministratore di Rifondazione comunista uscito vincitore dalla tornata del 5 giugno. Sposato, 41 anni, due figli, giornalista pubblicista, già primo cittadino tra il 2008 e il 2011. Nel suo primo mandato cadde per incomprensioni nella coalizione, poi ci riprovò e fu sconfitto da Luciano Lattanzio cinque anni fa. Si sa, anche la rivincita è un piatto che servito freddo da più soddisfazione e, domenica scorsa, Zaccagnini, il “sindaco rosso” ha superato Lattanzio per quattro voti di scarto dopo uno scrutinio al cardiopalma.

A cosa attribuisce questo successo?

Una chiave di lettura è che la lista concorrente, pur civica nei fatti, ha riaggregato gli esponenti più in vista delle varie fazioni interne al Pd: personalità della politica paesana, in alcuni casi con trascorsi amministrativi che non hanno lasciato un buon ricordo.

Un altro sindaco comunista, Salvatore Lagatta, amministra Bussi. La Val pescara è l’ultima enclave comunista, considerato anche il buon risultato di Barbara Toppi a Manoppello?

Ho constatato ancora una volta come il fatto di essere iscritto al partito della Rifondazione, sia stato strumentalizzato in senso negativo, proponendone una lettura settaria e minoritaria. Ma se io, Salvatore e Barbara – aggiungerei anche Gabriele Frisa a Penne – abbiamo ottenuto consensi importanti è perché siamo presenti tra la gente, che si vinca o che se si perda. Molto più degli altri, certamente più dei rappresentanti locali del Pd, dialoghiamo con chi parte da posizioni politiche differenti, progettiamo insieme scenari di rinnovamento. Nella Val Pescara c'era una grande tradizione di sinistra che è stata distrutta dalla classe dirigente locale clientelare che ha traghjettato il Pci nel Pd. Noi la stiamo recuperando.

Quali le maggiori criticità del paese che intende correggere?

Partiamo dalla più banale ma più sentita: la distanza che si è avvertita in cinque anni tra l'amministrazione e il paese. Così come la ripresa di un programma di manutenzioni ordinarie che ridia decoro al paese, lasciato in stato di semi abbandono. Poi potremo permetterci di concentrarci su problematiche di forte impatto: i servizi socio-assistenziali e crisi occupazionale principalmente legata alla vertenza Merker-Cir.

Su quali direttrici si può ripartire?

Prima di tutte il turismo, riavviando il dialogo con il Parco Maiella, e lo sviluppo delle attività sportive legate alla montagna, incentivando la promozione dei prodotti locali e delle eccellenze riconosciute al livello internazionale.

Vige ancora il patto di stabilità. Dove pensa di reperire le risorse?

Intanto, cerchiamo di riprenderci ciò che ci è dovuto: dal ristoro degli impianti eolici sono diversi anni che il Comune non riceve quanto prevede il contratto, poi ripulendo il bilancio da spese inutili come lo di staff del sindaco, e infine guardando all’Europa, a nuove forme di finanziamento non escludendo azioni di crowdfunding. Infine, lavoreremo per stringere rapporti leali e corretti con Provincia e Regione per partecipare alla loro programmazione.

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