Tocco, scattano i divieti anti-Covid: mascherine e locali chiusi all’una

15 Agosto 2020

Giro di vite del sindaco Zaccagnini dopo il caso dei quattro giovani risultati positivi al ritorno da Malta «Evitare gli assembramenti». Le restrizioni per una settimana, stop anche agli sport da contatto

TOCCO DA CASAURIA. I quattro contagi emersi a Tocco da Casauria, che riguardano quattro giovani tornati da una vacanza a Malta, hanno spinto il Comune ad imporre nuovi obblighi e divieti, per una settimana. L'ordinanza firmata ieri e annunciata dal sindaco Riziero Zaccagnini in una diretta Facebook, dispone l'uso della mascherina obbligatorio anche all'esterno, laddove ci siano più persone (non conviventi). Inoltre impone ai locali pubblici la chiusura all'una e non alle 3 per il fine settimana e vieta tutti i giochi di contatto fisico, a partire dal calcio.
Non ci sono divieti particolari per la giornata di oggi, ma il sindaco ha sottolineato il «no agli assembramenti» annunciando controlli proprio su questo aspetto.
Per quanto riguarda i quattro giovani positivi, che hanno poco più di 18 anni (un quinto rientrato da Malta è risultato negativo), le famiglie sono state poste tutte in isolamento domiciliare e sono stati già effettuati i primi tamponi alle famiglie di due di loro, titolari di un bar e un negozio di alimentari, e anche ai collaboratori di queste attività (l'esito dei tamponi si conoscerà lunedì).
Per ora niente tamponi, invece, per le famiglie degli altri due giovani, perché si preferisce attendere qualche giorno, essendoci il rischio che si potrebbero avere esiti falso negativi, essendo passati solo pochi giorni dal contatto che potrebbe aver determinato il contagio.
Per questo passaggio, quindi, si aspetterà l'inizio della settimana prossima ma è «fondamentale», ha detto il sindaco, che chi è stato a contatto con i quattro ragazzi si ponga «in maniera autonoma in isolamento fiduciario domiciliare, cioè non bisogna uscire da casa per 14 giorni» a partire da ieri.
Il tracciamento di queste persone è già cominciato, visto che i contagiati, «dispiaciuti per l'accaduto e presi dal senso di colpa», stanno fornendo nomi e numeri di telefono, ha spiegato il sindaco dopo essersi rapportato con la Asl, ma chi non dovesse essere chiamato è invitato a «farsi avanti» e a rivolgersi al Comune. «Chi ha avuto contatti diretti (cioè un incontro ravvicinato e senza mascherina, per più di qualche minuto) con i contagiati deve stare a casa a Ferragosto», si è raccomandato il sindaco alla vigilia del giorno di festa spiegando che si tratta di «un obbligo morale» degli interessati verso il resto della comunità. Le persone che hanno frequentato il bar, dove c'era uno dei ragazzi contagiati, «non sono sottoposte a restrizioni», ha chiarito il sindaco (lui stesso ha frequentato il bar). Zaccagnini si è appellato al buonsenso dei suoi compaesani, temendo assembramenti nella giornata di oggi per il Ferragosto.
«Niente incontri ravvicinati», ha chiesto, «e niente accampamenti in tenda tutti raggruppati. Non serve un'ordinanza per far capire che non è il momento di dormire tutti insieme in una tenda».
Si è già provveduto a chiudere il parco gestito dall'oratorio, con il campo dove si gioca a calcio, mentre per le manifestazioni è ancora tutto da decidere.
«Rigore» è la parola d'ordine del sindaco e proprio in questa ottica ieri ha consigliato a tutti di «evitare scampagnate e luoghi dove si ritroveranno parecchie persone. Se non si può evitare, ricordarsi della mascherina e del distanziamento».
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