Tocco, un paese in quarantena Casi triplicati in una settimana

Contagi partiti da giovani asintomatici: data la rapidità di diffusione si sospetta che si tratti di varianti del virus Il medico di base: avviati i tamponi genetici per individuare il ceppo. Il sindaco: segnalate contatti con i positivi
TOCCO DA CASAURIA. La diffusione del coronavirus, a Tocco da Casauria, raggiunge picchi di contaminazione che non si erano verificati neanche durante la prima ondata. Il paese è ferito, deserto.
A fronte dei 58 casi conclamati di positivi al virus, e altri in attesa dei risultati del tampone, con quattro persone che hanno avuto bisogno del ricovero in terapia intensiva, ci sono (su circa duemila abitanti) almeno 300 toccolani in quarantena, fra parenti, amici e familiari che sono entrati in contatto con loro. Gli infettati in massima parte sono di giovane età, e molti, secondo le prime ipotesi fatte per tracciare i contatti, avrebbero partecipato a riunioni amicali e conviviali, comunque a incontri insufficientemente protetti. E l'escalation è stata repentina: 17 positivi il 26 gennaio, 23 il 27 gennaio, 39 il 30 gennaio, 53 il 2 febbraio e 58 ieri, con quattro ricoveri in terapia intensiva. Una curva che è ascesa al picco massimo di oggi nel giro di qualche settimana: a partire da una persona asintomatica, di giovane età, che ha contagiato inconsapevolmente il nucleo familiare. Da lì il virus si è diffuso ai parenti più stretti che a loro volta, anche attraverso le attività economiche di alcuni di loro, poi rimaste chiuse, l’hanno passato ad altri fino a far dilagare l’infezione, potenziata da un altro filone di diffusione proveniente da un altro gruppo. Gruppo, peraltro, in qualche caso interconnesso con il primo, come ha avuto modo di ricostruire e rendere noto sul canale social del Comune, il sindaco Riziero Zaccagnini, che sta seguendo ora per ora, in contatto con le autorità sanitarie, l'andamento della situazione, informando la cittadinanza e richiamandola costantemente a comportamenti corretti. Un richiamo che arriva anche dal medico di base di Tocco da Casauria, il dottor Marino Pinti che informa anche sulla maggiore aggressività del virus riscontrata a Tocco, come si è verificato anche in altri centri abruzzesi. «Per avere certezza di questo», spiega, «i tamponi che si faranno in questi giorni saranno due per ogni paziente: uno normale antigenico e un altro genetico, per ricercare la presenza di possibili ceppi modificati, come quelli manifestatisi in Inghilterra, in Brasile ed in Sud Africa, la cui presenza è stata già accertata in alcune zone in Abruzzo. Lo si può sospettare», va avanti il medico, «attesa la giovane età della maggior parte dei contaminati, ed essendo molto più aggressiva la loro virulenza rispetto al ceppo originario, in grado di attaccare e manifestarsi molto più facilmente in soggetti meno avanti con l'età. Perciò, in attesa di risultati certi, è necessario, oggi ancora di più, adottare misure di protezione rigorose e comportamenti precauzionali. Sono d'accordo con il coordinatore per l'emergenza Covid-19 del dipartimento prevenzione della Asl, il dottor Ildo Polidoro, che a fronte di questa contingenza», va avanti il sanitario, «è per un intervento che riveda la colorazione gialla in cui oggi è stato collocato l’Abruzzo, o quanto meno preveda misure restrittive in quelle aree dove gli effetti del virus sono più evidenti». Richiama alla massima prudenza anche il sindaco Zaccagnini che raccomanda di «evitare incontri con amici o riunioni familiari» e, nel caso vi fossero stati incontri con persone risultate positive, «di avvertire le autorità e sottoporsi immediatamente ai test clinici».
«Mi preme sottolineare la premura del nostro concittadino presidente della giunta regionale Marco Marsilio venuto a sostenerci in questa campagna anticovid con il manager della Asl Vincenzo Ciamponi». Zaccagnini anche ieri ha partecipato a vari incontri con i sanitari e ha presieduto allo screening nella palestra comunale.
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