Toppi: esenzione Irpef per i redditi più bassi

2 Febbraio 2019

MANOPPELLO. La capogruppo dell’Altenativa Barbara Toppi si fa promotrice di una proposta a favore dei ceti con redditi più bassi. Riguarda l’imposta sul reddito delle persone fisiche, l’addizionale...

MANOPPELLO. La capogruppo dell’Altenativa Barbara Toppi si fa promotrice di una proposta a favore dei ceti con redditi più bassi. Riguarda l’imposta sul reddito delle persone fisiche, l’addizionale Irpef, che già per il 2019 a Manoppello è stata abbassata, in maniera secca senza esenzioni e/o agevolazioni in base al reddito, dallo 0.8 allo 0.7
Toppi parte dalla constatazione che, in termini economici, una simile riduzione corrisponde a un minore gettito di 55 mila euro (il Comune con l’addizionale Irpef incassa circa 500mila euro), «una cifra irrisoria per il bilancio comunale», dice Toppi, «se si pensa che solo con le multe provenienti dagli autovelox posizionati al semaforo di Manoppello Scalo il Comune incassa abbondantemente sopra 3 milioni di euro l’anno. Se ci fosse stata la volontà politica», va avanti la consigliera, «si sarebbe potuto intervenire in maniera più significativa, sia sull’Irpef che sulle altre tassazioni comunali, ritoccando a ribasso, anche altre imposte, come ad esempio l’Imu, che ricordiamo è al massimo consentito dalla legge. Pur credendo, quindi, che si poteva fare di più, come capogruppo consiliare ho pensato di proporre una diversa rimodulazione dell’aliquota Irpef, mantenendo invariata la previsione economica fatta con la riduzione allo 0,7». Toppi quindi propone che anziché applicare la stessa riduzione su tutti i redditi, si proceda con un’esenzione totale per i redditi più bassi e delle aliquote differenti per gli altri redditi. In sostanza, esenzione totale per redditi sino a 10 mila euro, aliquota agevolata allo 0,4 per redditi da 10 a 15 mila euro; aliquota allo 0,7 per redditi da 15.001 a 55 mila euro; aliquota allo 0,75 per redditi da 55.001 a 75.000 euro; aliquota invariata allo 0,8 per tutti i redditi superiori a 75.001 euro.
«Ritengo che una modifica in senso progressivo della tassazione locale», va avanti Toppi, «rispetti il principio costituzionale stabilito dall’articolo 53, che testualmente recita che «tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività». Una tassazione a scaglioni che andrebbe nella direzione della riduzione delle disuguaglianze e di una più equa distribuzione del carico fiscale. «Per quanto riguarda l’individuazione di una soglia di reddito sotto la quale non applicare l’addizionale Irpef», conclude, «credo che la scelta sarà ampiamente condivisa dal sindaco Giorgio De Luca, visto che ricalca una sua proposta del 2007, non votata però dall’allora maggioranza».
La proposta di Toppi sarà portata in commissione Statuto e regolamenti. (w.te.)
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