Tormenta 18enne, stalker in cella

17 Marzo 2017

La vittima ha chiesto aiuto al 113 quando se l’è trovato di fronte in centro

PESCARA. Si è trovata faccia a faccia con il suo stalker. Come è già accaduto in passato, lui era in strada, a poca distanza da lei, la fissava. Temendo che l’uomo potesse avvicinarsi ulteriormente e farle qualcosa, la ragazza ha afferrato il telefono e composto il 113, chiedendo aiuto alla polizia. L’arrivo della pattuglia, poco dopo, ha portato all’arresto dell’uomo, un 36enne nato in Senegal, Kabir Niang Mamadou.

L’allarme è scattato due sere fa in via Regina Margherita. La vittima dello stalker è una diciottenne, che ha già avuto problemi con il senegalese. Nei mesi scorsi l’uomo ha mostrato un interesse morboso nei confronti della ragazza. L’ha pedinata, si è appostato per studiarne i movimenti e ha tentato un approccio. Le sue avances non hanno avuto l’effetto sperato, perché il 36enne è stato respinto dalla giovane. E lui ha reagito con violenza, minacciandola e aggredendola.

È per questo che la malcapitata si è rivolta alla questura, chiedendo che nei confronti del suo persecutore venisse emesso un provvedimento di ammonimento. Temeva il peggio, la diciottenne, e sperava che un intervento delle forze dell’ordine potesse tenerlo buono. Ma non è stato così. L’ammonimento del questore è arrivato, nel mese di dicembre, ma non si è rivelato sufficiente a tenere lontano il senegalese dalla sua vittima. E due sere fa la diciottenne si è sentita di nuovo in pericolo. Vedendo quello spasimante che continuava a girarle attorno si è rivolta alla polizia e l’intervento degli agenti della squadra volante, diretti da Paolo Robustelli, ha consentito di mettere la parola fine al suo incubo perché il senegalese è stato arrestato. Arrivando in viale Regina Margherita gli uomini della Volante hanno bloccato il 36enne e avviato un controllo. Si è scoperto così che nei suoi confronti esiste un ordine di esecuzione per la carcerazione, essendo diventata definitiva una condanna di otto mesi di reclusione per i reati di ricettazione e commercio di prodotti falsi, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto. Per l’uomo si sono aperte le porte del carcere e non è escluso che nei prossimi giorni la sua situazione si complichi ulteriormente per via dei comportamenti segnalati dalla 18enne. Al vaglio della polizia e dell’autorità giudiziaria c’è, ora, l’ennesima molestia di cui l’uomo si è reso responsabile nei confronti della giovane donna per la quale ha perso la testa.

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