Tormentava la vicina, 73enne arrestato
Fermato dopo l’evasione dai domiciliari e l’ennesimo atto persecutorio. La vittima: vivo nella paura che possa tornare
PESCARA. Lui è in carcere, lei si sente libera, ma non sa per quanto. Venerdì è scattato un nuovo arresto per Alfonso Cetrullo, un uomo di 73 anni che da anni perseguita la vicina di casa 31enne, costretta a vivere nel terrore non sapendo più come difendersi dalle aggressioni dell’anziano, sia verbali che fisiche. Due giorni fa gli uomini della squadra volante lo hanno prelevato nella sua abitazione, dove era agli arresti domiciliari, e lo hanno condotto in carcere. Lo ha disposto il giudice per le indagini preliminari accogliendo la richiesta del pm che ha ritenuto opportuno un aggravamento della precedente misura cautelare adottata nei confronti del 73enne, già arrestato tre volte tra la fine di giugno e la fine di agosto, sempre per episodi legati a questo difficile rapporto di vicinato.
L’ultima volta Cetrullo è stato arrestato il 25 agosto, quando è uscito dall’abitazione (nonostante che fosse ai domiciliari), e ha infastidito la 31enne, che vive a un paio di metri da lui. Nel giro di poche ore è tornato ai domiciliari, con un certo disappunto della vittima. «È una beffa», aveva commentato la donna temendo che Cetrullo avrebbe continuato a infastidirla. «Da casa riesce a controllarmi, per cui non è stato risolto niente, anzi hanno peggiorato la situazione perché lui si sente più forte, sapendo che non gli fanno mai niente. Stanno aspettando che io faccia la fine di Giandomenico Orlando?», si era chiesta in preda alla disperazione ricordando l’omicidio del noto pasticciere, avvenuto nei mesi scorsi in via Puccini.
Per la 31enne è difficile continuare a subire, ma sopporta insulti, dispetti e violenze perché ha due bimbe piccole che sono sempre con lei e di fronte alle quali deve mantenere la calma. Le bambine assistono spesso alle sceneggiate di Cetrullo, che non solo offende la loro mamma e la minaccia di morte ma urla e lancia ciò che trova lungo la strada, dai mattoni alle biciclette, compresa una carriola. La vittima ha cercato più volte di risolvere questa situazione, che si trascina da troppo tempo, e si è perfino trasferita a casa della mamma per un po’, ma poi ha deciso di tornare dal suo compagno, alla sua vita, alla quale non vuole rinunciare.
Due giorni fa si è accorta dell’arrivo degli uomini della squadra volante, diretta da Dante Cosentino, ha notato che hanno portato via Cetrullo, e quando ha saputo dell’arresto si è sentita più tranquilla. La prima cosa che si è chiesta è stata: «Fino a quando rimarrà lì?», in carcere, perché ormai la paura fa parte di lei.
«Senza di lui qui attorno è tutta un’altra storia», dice assaporando le prime ore di libertà. «Le bambine sono uscite fuori a giocare e abbiamo anche aperto la finestra, ma viviamo comunque nella paura perché potrebbe tornare da un momento all’altro, come è accaduto altre volte. Spero che resti lontano da qui il più possibile anche se umanamente mi dispiace che sia finito in carcere: forse per una persona della sua età non è l’ideale e si potrebbe pensare a una struttura dove potrebbe essere aiutato. Sarebbe meglio». L’ultima volta che i due si sono visti è stato venerdì, poco prima dell’arresto. «Mi ha detto le solite parole», racconta, «e poi è tornato a casa. Sono passate poco più di 24 ore, ma sembra un’eternità. Riuscire a respirare per un giorno intero è una cosa fantastica, considerato che ormai vivevamo costantemente nel terrore, e mi sentivo un’ergastolana, pur essendo dentro casa mia».
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