Torna alla città l’ex Manifattura Tabacchi

Progetto da un milione e 700mila euro per trasformare l’antico edificio in museo e polo sociale
CITTÀ SANT’ANGELO. Un milione e 700 mila euro per donare a Città Sant’Angelo il suo primo polo museale comunale con un occhio di riguardo non solo alla cultura, ma anche al sociale.
È stato presentato nei giorni scorsi il progetto di riqualificazione dell’ex Manifattura Tabacchi che sarà oggetto di un corposo intervento grazie ai fondi del Pnrr. Tra gli obiettivi dell’amministrazione comunale c’era, infatti, anche quello di potenziare un luogo dedicato all’arte e alla cultura in uno spazio ricco di storia, che diventerà anche un luogo dedicato all’accoglienza. «Abbiamo presentato il progetto di riqualificazione dell'Ex Manifattura Tabacchi per creare uno spazio culturale fruibile», commenta il sindaco Matteo Perazzetti. «Un intervento tanto desiderato dalla cittadinanza quanto dall'amministrazione. I principi che hanno guidato il progetto sono conservazione e consolidamento, con interventi reversibili e sostenibili che valorizzino gli spazi e li mettano in sicurezza senza intaccarne le peculiarità architettoniche e storiche».
Teatro dell’intervento sarà una porzione dell’edificio che oggi ospita il museo Laboratorio e il museo Chiavetta. Le prime tracce storiche del complesso adiacente alla chiesa di Santa Chiara risalgono al 1300, mentre nel 1700 venne ampliato per ospitare un convento. Nel Novecento, l’edificio ebbe diverse destinazioni come lanificio, manifattura di tabacchi appunto, scuola, attraversando anche un periodo buio, nel 1940, quando divenne un campo di concentramento. Ed è proprio per non perdere il suo legame con il passato, trasformandolo però in un luogo di accoglienza e cultura e non di prigionia, che il progetto di restyling, firmato dallo studio “Lap architettura” di Pescara, porta il titolo “Fili di storia. Innovare senza dimenticare” e muove intorno a un ponte rosso che collega materialmente gli edifici e, simbolicamente, il passato con il futuro. Entrando nel dettaglio, la porzione di edificio oggetto dei lavori sarà quella relativa al Museo laboratorio e a una zona attualmente in disuso, dove si procederà seguendo due linee di intervento: la prima destinata al consolidamento strutturale dell’edificio, per risolvere ammaloramenti e ripristinare le facciate, le pavimentazioni storiche dell’area esterna, le volte e i muri, in un’ottica di riqualificazione e potenziamento del polo culturale; la seconda, volta alla rifunzionalizzazione delle aree non agibili. Ed è qui che il progetto avrà il suo risvolto sociale, attraverso la realizzazione di una residenza per persone in difficoltà, con tre camere e un ambiente comune dedicato alle attività. I lavori, la cui data di avvio non è ancora stata comunicata, della durata di 10 mesi dal loro inizio, dovranno necessariamente essere completati nel 2026.

