Torna l’emergenza smog: valori alti in mezza città

Sfiorati i limiti di sicurezza dell’ozono nei rioni di Porta Nuova e di Villa del Fuoco Gli esperti: «Anziani, bambini e persone malate sono i soggetti più a rischio»
PESCARA. Torna a suonare l’allarme per lo smog in città. Superato il problema delle polveri sottili, le cui concentrazioni derivano in gran parte dagli impianti di riscaldamento domestico accesi, ora l’emergenza si chiama ozono. Da diversi giorni le centraline dell’Arta fanno registrare valori molto alti, fino a toccare il limite stabilito dalla legge per la sicurezza della popolazione.
Stiamo parlando dell’ozono misurato sulla media mobile di 8 ore al giorno. Il valore obiettivo per la salute umana è fissato a 120 microgrammi per metro cubo. A Pescara sono solo due le centraline che misurano questo tipo di inquinante: una è all’altezza del teatro D’Annunzio, sulla riviera sud; l’altra in via Sacco, nel cuore del quartiere di Villa del Fuoco. Poi ce ne sono altre due in provincia, ossia a Sant’Eufemia a Maiella e a Capagatti e una anche a Francavilla.
I DATI. La stazione di rilevamento dell’inquinamento collocata nelle vicinanze del teatro D’Annunzio ha cominciato a far registrare valori alti dal 27 maggio. In quel giorno sono stati segnalati nella zona 113 microgrammi per metro cubo. Poi, il valore ha oscillato nei giorni successivi fino a raggiungere i 119 microgrammi per metro cubo mercoledì scorso 2 giugno, ultimo dato disponibile. Per questo motivo l’Arta ha definito mediocre la qualità dell’aria in quella zona.
Situazione simile in via Sacco, ma in questo caso i valori alti dell’ozono si sono cominciati a registrare dal 24 maggio scorso, con 101 microgrammi per metro cubo. Poi, livelli altalenanti fino a raggiungere mercoledì scorso i 120 microgrammi per metro cubo, ossia il limite di sicurezza stabilito dalla legge. Anche in questo caso l’aria è stata giudicata mediocre.
Non cambia di molto la qualità dell’aria registrata a Sant’Eufemia, dove i problemi con l’ozono sono cominciati seriamente il 27 maggio con 113 microgrammi per metro cubo. Il 28 è stato toccato il picco più alto con 115, dopodiché o valori hanno oscillato fino a raggiungere 112 microgrammi mercoledì scorso 2 giugno.
Lievemente migliori le condizioni di Cepagatti, dove il picco più alto con 106 microgrammi è stato toccato mercoledì. A Francavilla, invece, il primo dato inquietante è stato segnalato dalle centraline il 27 maggio con 108 microgrammi per metro cubo. Poi, i valori si sono lievemente abbassati, fino a risalire a 113 microgrammi il 2 giugno.
COS’È L’OZONO. È uno degli inquinanti rilevati dalle centraline dell’Arta. L’ozono, spiegano gli esperti, è un gas dotato di un elevato potere ossidante. Si forma in atmosfera per effetto di reazioni favorite dalle radiazioni solari in presenza di inquinanti. La sua presenza al livello del suolo dipende fortemente dalle condizioni meteoclimatiche è per questo è considerato variabile sia nel corso della giornata, che delle stagioni. Ma valori elevati di ozono si registrano soprattutto in estate, quando le temperature aumentano con il caldo e l’afa.
Tuttavia, questo inquinante non è a rischio zero per la popolazione. «Si tratta di un inquinante tossico per l’uomo», spiegano gli esperti, «è un irritante per tutte le membrane mucose e un’esposizione critica prolungata può causare tosse, mal di testa e, nei casi più gravi perfino un edema polmonare». I soggetti considerati più sensibili sono anziani, bambini, donne in gravidanza, chi svolge attività lavorativa o fisica all’aperto. Sono invece considerati a rischio con l’ozono molto alto le persone asmatiche, con patologie polmonari o cardiache.
L’Organizzazione mondiale per la sanità, al fine di ridurre il pericolo di danni acuti e cronici, per assicurare un ulteriore margine di sicurezza, raccomandata i seguenti valori di esposizione all’ozono: 150-200 microgrammi per metro cubo per l’esposizione di un’ora; 100-120 microgrammi per metro cubo, per l’esposizione di otto ore.
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