Torna la banda dei garage a caccia di bici da corsa

Mentre gira ancora l’appello su Fb per recuperare la Bianchi del cicloamatore morto i ladri tornano a Montesilvano: 12 box ispezionati per rubare un mezzo da 7 mila euro
MONTESILVANO. A meno di dieci giorni dall’ultimo furto in un garage di via Sciesa, la banda delle bici da corsa è tornata a colpire. Una banda di intenditori a quanto pare, interessata solo a pezzi importanti al punto da aver ispezionato ben 12 garage, ieri notte in via Sele, prima di prendere quello che cercavano. Una bici da corsa del valore di circa settemila euro, come ha denunciato il proprietario ai carabinieri, una bici scelta tra le tante trovate nei vari box ispezionati.
Un colpo evidentemente ben studiato da chi ha l’incarico di stare con gli occhi aperti di giorno, a individuare i cicloamatori che escono o rincasano dopo l’uscita sulle due ruote. Per poi andare di notte a saccheggiare, sempre con la stessa tecnica, i box del condominio dove viene riposta la bicicletta. Prova ne è il furto di ieri notte, un furto fotocopia di quello dello scorso 10 marzo in un garage di via Sciesa, traversa di via Vestina. Un colpo che continua a rimbalzare su social e siti specializzati dopo l’appello della famiglia del proprietario: la Bianchi rubata, infatti, apparteneva al 46enne di Montesilvano Fabrizio De Sanctis che su quella bici, lo scorso 22 ottobre, aveva trovato la morte in seguito a un malore sopraggiunto mentre si allenava lungo la provinciale 151, a Moscufo. Un oggetto dal valore affettivo inestimabile, dunque, che ha portato la sorella di De Sanctis a lanciare l’appello, che gira tuttora su Facebook: «Hanno rubato una bici da corsa, di colore bianco, con la quale mio fratello ha perso la vita... erano le ali, la sua libertà, il suo ultimo viaggio. Vi prego fate girare su Whatsapp e sui social».
Ma l’unica risposta, finora, è stato l’ennesimo colpo andato in scena ieri nell’area condominiale di un palazzo di via Sele, a ridosso della strada parco. L’incursione, stando all’allarme sonoro del garage, è avvenuta intorno alle 4. Secondo quanto ricostruito, la banda ha prima ispezionato tutti i garage, una dozzina, inserendo una piccola telecamera, forse anche di un semplice telefonino, nello spazio creato sollevando le alette per il passaggio dell’aria presenti su ogni porta. Quindi, una volta individuato il pezzo pregiato, i ladri sono entrati in azione con la solita tecnica: un buco nella lamiera della porta basculante ottenuto con una mola o con un piccolo trapano proprio accanto alla serratura della maniglia. E di qui, tramite la mano o un gancio, l’apertura dall’interno della serratura e, quindi della porta.
Ma ieri notte, a giudicare dalle tracce di sangue rinvenute dai carabinieri, i ladri nel corso di questa operazione si sono feriti. E nonostante questo, e nonostante l’allarme sonoro, sono andati avanti fino a quando, alla velocità della luce, sono riusciti a portarsi via la bici da corsa. Un’altra da immettere, anche a pezzi, nel mercato nero. (s.d.l.)
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