Torna la mascherina per i lavoratori contagiati dal Covid

Ecco l’ultima circolare del ministero dopo la risalita dei casi Nuove regole precauzionali anche per chi entra in contatto
PESCARA . I lavoratori positivi al Covid non hanno più l'obbligo di isolamento, ma dovranno indossare la mascherina ed evitare luoghi affollati. Lo stabilisce l'ultima circolare, di fine agosto, del ministero della Salute che stabilisce le precauzioni da rispettare in caso di infezione da Covid o se si è entrati in contatto con persone positive al virus. Le nuove disposizioni tengono conto soprattutto dell'aumento dei casi certificato dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), con un +63% di infezioni nel mondo e +11% in Europa. L'Italia è tra i Paesi con il maggior numero di nuovi contagi.
POSITIVI AL COVID.
In caso di positività al virus non è più previsto l’isolamento, ma tornano sulla scena l’utilizzo della mascherina e il consiglio di non frequentare luoghi molto affollati, dove è più facile il contagio. Come devono comportarsi dunque le persone che risultano positive ad un test diagnostico molecolare o antigenico per Sars-Coc-2 e non sono più sottoposte alla misura dell’isolamento? Il ministero, nella nuova circolare, consiglia di indossare un dispositivo di protezione delle vie respiratorie, in particolare una mascherina chirurgica o Ffp2, se si entra in contatto con altre persone, come nei posti di lavoro. Se si è sintomatici, è opportuno rimanere a casa fino al termine dei sintomi. Altre precauzioni da tenere presente sono l'applicazione di una corretta igiene delle mani, evitare ambienti affollati e, in particolare, il contatto con persone fragili, immunodepresse, donne in gravidanza. È bene, inoltre, non recarsi nelle strutture ospedaliere i nelle Rsa. Questa raccomandazione assume particolare rilievo per tutti gli operatori addetti all’assistenza sanitaria e socio-sanitaria, che devono evitare il contatto con pazienti a rischio. Bisogna, inoltre, informare le persone con cui si è stati in contatto nei giorni immediatamente precedenti alla diagnosi, se anziane, fragili o immunodepresse e contattare il proprio medico curante se si è persona fragile o immunodepressa, se i sintomi non si risolvono dopo 3 giorni o se le condizioni cliniche peggiorano.
CONTATTI CON I POSITIVI.
Per le persone che entrano in contatto con positivi al Covid non si applica nessuna misura restrittiva. Il ministero raccomanda, comunque, di porre attenzione all’eventuale comparsa di sintomi riconducibili al virus come febbre, tosse, mal di gola e stanchezza, nei giorni immediatamente successivi al contatto. Durante questo periodo è opportuno che la persona eviti il contatto con persone fragili, immunodepressi, donne in gravidanza. Se si manifestano sintomi riconducibili al Covid-19 è raccomandata l’esecuzione di un test antigenico, anche autosomministrato, o molecolare per Sars-Cov-2 per accertare un eventuale contagio.
EMERGENZA FINITA O NO?
Il 5 maggio scorso l'Organizzazione mondiale della sanità ha ufficialmente dichiarato la fine dell'emergenza sanitaria scoppiata l'11 marzo 2020.
Tre lunghi anni in cui il virus ha causato, secondo le stime, circa 20 milioni di decessi e numerose altre problematiche sociali. Una dichiarazione che non deve, però, indurre nell'errore di pensare il virus sia solo un lontano ricordo, come dimostra la ripresa dei contagi nell'ultimo periodo. Terminata l'emergenza, il Covid continua ad essere - come dichiara l'Oms - una patologia da controllare e gestire come qualsiasi altra malattia infettiva, che richiede precauzioni specifiche per evitare la trasmissione, soprattutto tra persone malate e soggetti fragili. Anche se ufficialmente l'Oms ha dichiarato l'inizio della pandemia solo a marzo 2020, i primi casi di quella che all'epoca veniva denominata "polmonite ad eziologia ignota" sono datati 31 dicembre 2019. In quel periodo la Commissione sanitaria municipale di Wuhan (Cina) segnalò un cluster di casi nella provincia di Hubei. A distanza di pochi giorni dall'annuncio, i ricercatori cinesi depositarono la "carta di identità" del virus, ovvero la sequenza dell'Rna virale, nel database internazionale virological.org.
Diverso da tutti i virus conosciuti sino a quel momento, il 20 gennaio 2020, una data spartiacque, venne confermata la nascita di una nuova malattia virale identificata con il nome di Covid 19. (m.p.)
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