Torna la tassa sui tavoli all’aperto Dal primo aprile si paga di nuovo

Il 31 marzo scade l’esenzione, i pubblici esercizi dovranno versare l’imposta per il suolo pubblico Previsti aumenti per bar e ristoranti con l’entrata in vigore della tariffa giornaliera al posto dell’oraria
PESCARA. Sta per tornare in vigore la tassa sui tavolini all’aperto. Il 31 marzo, salvo ulteriori proroghe, scadrà infatti l’esenzione dal pagamento del Canone unico patrimoniale, ossia il tributo che ha inglobato, a partire dall’anno scorso, la Cosap, l’imposta sulla pubblicità e quella sulle pubbliche affissioni. Esenzione scattata nel 2021 con una norma inserita dal governo nella Legge di bilancio.
Così dal primo aprile bar, ristoranti, titolari di concessioni e di autorizzazioni per il commercio su aree pubbliche e gli spuntisti dei mercati settimanali dovranno pagare l’imposta per l’occupazione del suolo.
Ma ci sono delle novità rispetto al passato. Con il Canone unico patrimoniale è stata abolita la tariffa oraria per l’occupazione del suolo pubblico ed è stata introdotta al suo posto la tariffa giornaliera. Questo significa che bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie e pub pagheranno un po’ di più rispetto al passato. Tra l’altro, bisogna anche considerare l’adeguamento Istat fatto scattare dalla giunta il 31 gennaio del 2020 sulle tariffe Cosap.
Ecco un esempio di quanto si deve pagare. Prima con la Cosap bar, ristoranti e pizzerie versavano per i tavolini all’aperto 0,32 euro al metro quadrato fino a 12 ore di occupazione giornaliera, più 0,081 euro al metro quadrato di Tarig (Tassa rifiuti giornaliera). Con l’entrata in vigore del Canone unico patrimoniale, dal primo gennaio 2021, è scattata la tariffa giornaliera per i tavoli all’aperto di bar, ristoranti e pizzerie, ossia 0,60 euro al metro quadrato.
Ovviamente, non si tratta di aumenti decisi dal Comune, ma dal nuovo sistema di calcolo stabilito dal governo con l’introduzione del Canone unico patrimoniale, al posto del Canone di occupazione del suolo pubblico (Cosap).
Il primo impatto con la nuova imposta, dunque, si avrà ad aprile. Bisogna ricordare in proposito, che l’esenzione del Canone unico patrimoniale era stata già decisa nel 2021 dal governo e poi prorogata, alla precedente scadenza del 31 dicembre, fino al prossimo 31 marzo. Le associazioni di categoria avevano, tra l’altro, richiesto una proroga più lunga, fino alla fine di quest’anno.

