Tornano gli ambulanti in spiaggia e per le sdraio la pulizia è fai da te

7 Giugno 2020

Girano sull’arenile con mascherine e a distanza nonostante i divieti, ma in riva al mare fanno pochi affari Regole anti-Covid rispettate negli stabilimenti, qualche cliente si presenta con salviettine e disinfettante

PESCARA. Tornano i venditori ambulanti in spiaggia, malgrado i divieti imposti dall’amministrazione comunale nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza anti-contagio. Pesanti le sanzioni per i trasgressori, da 400 fino ai 3.000 euro, che raddoppiano nel caso di reiterata violazione, fino ad arrivare alla sospensione dell’attività, nei casi più estremi di inosservanza del regolamento. L’ordinanza, firmata dal sindaco Carlo Masci, resterà in vigore tutta l’estate. Commercianti stranieri, cingalesi in prevalenza, con le borse cariche di occhiali e altre chincaglierie, sono stati avvistati ieri dai bagnanti lungo il litorale da sud a nord.
Muniti di mascherine e appesantiti dalla merce, gli ambulanti hanno tentato l’approccio da lontano con i potenziali acquirenti, e in alcuni casi si sono concessi un riposino seduti sulle sdraio sotto gli ombreggi. Pratica vietatissima in questo periodo sempre per ragioni legate alla sanificazione di ogni oggetto sulla spiaggia. In ogni caso, nessuno ha ceduto all’acquisto della mercanzia.
Intanto ieri, nel tardo pomeriggio, si sono visti i primi controlli della polizia municipale nei dintorni degli stabilimenti balneari. «Non ci hanno infastidito gli ambulanti, si sono messi a distanza e ci hanno chiesto con molta gentilezza se volevamo qualcosa. Noi non abbiamo acquistato nulla», assicurano le signore del gruppo della “mitica palma 1” del Pepito beach, composto da Germana Picciolo, Lorella D'Olimpio, Maria Trivellone, con Giuseppe Tocca e Gianfranco D’Orazio. La preoccupazione «è più per la sanificazione di sedie e sdraio», che diventa quasi un’ossessione fino al punto da portarsi da casa il detergente. Sonia Marulli, la “diva” come ama farsi chiamare, si fa prestare il nebulizzatore dall’amica, tira fuori dalla borsa le salviette e comincia a disinfettare il lettino dove da ore è “spalmata” al sole. «Qui al Pepito tutti rispettano le regole, mascherina anche per andare in bagno», conclude l’allegra brigata strappando una risata collettiva, «ci dispiace solo di non poter giocare a burraco».
Chi, invece si diletta con una partitella in spiaggia è Silvio Di Febo che gioca col nipotino Filippo Trulli sotto gli occhi vigili di mamma Daniela che tiene in braccio Mattia, 9 mesi, papà Marco e nonna Franca. «Veniamo al mare alla Stella Marina dal 1979, quando alla pineta c’era il camping con le roulotte», rivela la famigliola pescarese, «qui ci siamo cresciuti, essere tornati è quasi un miracolo dopo il lungo confinamento. Sì, sono passati degli ambulanti, ci hanno chiesto in lontananza se volevamo comprare qualcosa. Li abbiamo anche visti seduti su qualche sdraio».
Lungo la battigia c’è chi gioca a racchettoni e chi, invece preferisce il monopattino come Giovanni Rinaldi, che scorrazza col mezzo lungo la passerella tra il mare e lo stabilimento l’Ammiraglia. Sulla spiaggia libera tra Hawaii e Lampara, il bagnino Loris Nardella della società di salvamento di Cristian Di Santo non stacca gli occhi dal mare. Ma in acqua non c’è quasi nessuno. «Abbiamo il compito di segnalare a polizia municipale e Guardia costiera il passaggio degli ambulanti, oggi ne abbiamo avvistati un paio, ma non stavano vendendo nulla», spiega il baywatch che fornisce indicazioni al bagnante Luciano Ognibene di Isola del Gran Sasso, che conferma: «Hanno solo attraversato la spiaggia per andare via». Relax e mascherine pronte all’uso in borsa per le amiche Roberta Giansante e Annalisa D’Emilio, di Montesilvano, che annotano: «In tanti vanno in giro senza mascherine, si percepisce un allentamento della sicurezza, quasi come se ci si vergognasse a portarle».
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