Tornano i turisti in hotel, ristoranti pieni

Renisi (Federalberghi): «Vacanze mordi e fuggi». Padovano (Confcommercio): «Rodaggio per l’estate»
PESCARA. I fornelli negli stabilimenti balneari si riaccendono, con qualche balneatore pronto a tirare fuori persino dei lettini da piazzare in spiaggia. Ristoranti pieni e alberghi che hanno cominciato a ripopolarsi. È un'atmosfera di rinascita quella che si respira in questa Pasqua secondo ristoratori, albergatori e stabilimenti balneari.
«Negli ultimi giorni si sono mosse diverse prenotazioni», evidenzia la presidente di Federalberghi Pescara, Daniela Renisi. «C'è sempre stata la tendenza del last minute nel prenotare e partire e si è confermata anche quest'anno». Non cambia la provenienza di chi sceglie Pescara e dintorni per staccare la spina e trascorrere qualche giorno di vacanza. «Lazio, Lombardia, Molise», dice Renisi. «C'è chi è arrivato venerdì e ripartirà per Pasquetta, ma c'è anche chi, approfittando del ponte della Liberazione, sta unendo le due cose, per soggiorni anche di una settimana piena. Le vacanze pasquali piacciono agli italiani, sia per raggiungere amici e parenti, ma anche per chi vuole perlustrare un posto, per poi valutare di trascorrervi le vacanze estive. Quando è scoppiata la guerra», ripercorre Renisi, «abbiamo avuto un calo verticale di richieste, ma alla fine, c'è stata una timida ripresa. Certo, non è sufficiente per dire che abbiamo recuperato, ma è un buon inizio». «C'è un bel movimento, specie sul fronte della ristorazione», analizza il direttore di Confesercenti, Gianni Taucci. «Nel comparto alberghiero, Pescara non è una città che si riempie con le vacanze pasquali, che però sono da sempre un momento buono per i turisti per farsi un'idea dei luoghi e capire se sceglierli per le vacanze estive. I ristoranti hanno avuto una bella risposta. L'auspicio è che Pasqua e Pasquetta ridiano un po' di serenità a tutti».
La spiaggia si è preparata al meglio. Da giorni gli stabilimenti sono stati tirati a lucido e c'è chi ha montato già palme e ombrelloni. «Il 90 per cento degli stabilimenti balneari sono aperti come ristorazione», chiarisce il presidente di Sib Confcommercio, Riccardo Padovano. «È una Pasqua positiva. Un rodaggio per l'imminente stagione estiva, che sarà piena di eventi, in cui faremo conoscere i prodotti tipici locali ai bagnanti, avvicinando sempre di più la campagna alla spiaggia. La pandemia ha fatto riscoprire il valore della costa abruzzese e dunque non dobbiamo perdere questa spinta». Voce fuori dal coro quella di Massimiliano Pisani, referente per la ristorazione di Confartigianato che parla di «crollo delle prenotazioni con un calo reale del 50-60 per cento. I numeri sono bassi, soprattutto per la situazione drammatica legata alla guerra». Per il ristoratore a dare il colpo di grazia alla zona del centro di Pescara «che ormai sta diventando più simile a una periferia, c'è l'imminente chiusura dell'hotel Carlton. È la peggiore Pasqua di sempre. Dobbiamo aspettare l'estate, ma allo stato attuale la situazione è di una gravità enorme».

