Tornano in classe 3.500 studenti «Ragazzi, rispettate le regole»

9 Dicembre 2020

Con il passaggio nella zona arancione, riprendono le lezioni anche i ragazzi di seconda e terza media Il vice sindaco Santilli raccomanda: «Istituti sicuri, ma adesso tocca ai giovani fare la propria parte»

PESCARA. Porte aperte da questa mattina per circa 3.500 ragazzi delle seconde e terze medie dei dieci istituti comprensivi pescaresi. In quello che si preannuncia come un nuovo primo giorno di scuola, dopo circa venti giorni di lezioni a distanza, attaccati al computer e con l’incertezza delle restrizioni della zona rossa che hanno pesato sullo stato d’animo di famiglie e insegnanti, da oggi si ritorna tra i banchi (opportunamente distanziati) fino all’interruzione per le festività natalizie.
«È già tutto organizzato», dicono all’unanimità i dirigenti scolastici sventolando i protocolli di sicurezza calibrati già dalla scorsa estate. Una posizione in linea con quella del Comune che, attraverso il vicesindaco e assessore alla pubblica istruzione Gianni Santilli, sottolinea come i compiti a casa siano stati fatti già da diversi mesi: «Le nostre scuole sono sicure e pronte ad accogliere i nostri ragazzi. I lavori di adeguamento, finanziati con i fondi ministeriali, avevano già risolto tutte le criticità preesistenti e quindi, con il passaggio dal rosso all’arancione, da domani (oggi per chi legge n.d.r.) si potrà tornare a fare lezione in presenza in piena sicurezza». «Adesso però tocca ai ragazzi fare la propria parte dopo tanti giorni di sacrificio», avverte Santilli, «la mia raccomandazione è di rispettare le regole di distanziamento, indossare le mascherine e continuare a lavarsi frequentemente le mani, perché non possiamo permetterci di sbagliare. L’invito che rivolgo ai ragazzi è di essere accorti dentro e fuori dalle aule, anche perché ci avviciniamo al Natale e dobbiamo cercare di farlo nel migliore dei modi».
Il rientro in classe, graduale e in sicurezza, viene salutato con un’insolita gioia in attesa che dal 7 gennaio, come anticipato dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, possano aprirsi le porte anche delle scuole superiori. «C’è una voglia enorme di tornare a scuola in presenza», sottolinea Santilli, «tutti aspettavano con trepidazione l’ingresso in fascia arancione: noi del Comune, i dirigenti scolastici, ma soprattutto i ragazzi, perché la didattica a distanza non è stata facile da sostenere, è mancato il rapporto con gli insegnanti, la socialità, il semplice guardarsi negli occhi. Ripartire dopo la chiusura di marzo e poi, dopo pochi mesi, tornare a sedersi davanti ai computer è stato snervante soprattutto dal punto di vista psicologico per tanti adolescenti che già si trovano in un’età difficile».