Torneo di calcio per la mensa dei poveri

3 Marzo 2024

I professionisti di 8 categorie, dagli avvocati agli ingegneri, scendono in campo per la solidarietà

PESCARA. Torna anche quest’anno il Torneo delle professioni di calcio che, alla sua 7ª edizione, vedrà come protagoniste 8 categorie (psicologi, architetti, avvocati, medici, ingegneri, commercialisti, consulenti del lavoro e giornalisti sportivi) pronte a scendere in campo con lo scopo di dare sostegno alla mensa di San Francesco. «Il torneo, che prenderà il via al campo Vestina-Zampacorta di Montesilvano dal 13 marzo al 30 maggio, sarà diviso in due gironi da 4 squadre con partite di andata e ritorno», spiega il portavoce dell’Ussi Riccardo Clinico ieri in conferenza stampa alla presenza del sindaco Carlo Masci e del direttore della mensa di San Francesco Renato Paesano, «alla fine dei gironi saranno stilate due classifiche sulla base delle quali le squadre con uguali posizioni si sfideranno per poi determinare i finalisti». Tra i presenti anche i rappresentanti delle categorie professionali coinvolte tra cui il presidente dell’Ordine degli avvocati, Federico Squartecchia, insieme al consigliere comunale Claudio Croce, Marco Donatelli come portavoce dell’Ordine dei medici insieme al consigliere comunale Ivo Petrelli, mentre, per la categoria vincitrice dell’ultima edizione, il presidente dell’Ordine dei commercialisti, Michele Di Bartolomeo, orgoglioso di partecipare nuovamente «a un torneo che, attraverso lo sport, non solo insegna i valori dell’impegno e del sacrificio ma riesce a unire tutte le professioni per uno scopo comune, ovvero quello di contribuire allo sviluppo del nostro paese donando così supporto a chi ne ha più bisogno». Presente anche il dirigente dell’Ussi Paolo Toro.
Negli ultimi 5 anni le persone che necessitano di servizi sociali sono passate da 8.300 a 13.500, una situazione che «si evolve purtroppo in maniera negativa», rivela Paesano, «perché bisogna considerare che oggi i flussi migratori provengono non solo dall’Africa ma anche, con il prolungarsi della guerra, dall’Ucraina. E un conto è vedere certe scene in televisione, un altro è assistere tutti i giorni a genitori che non hanno cibo da dare ai loro figli. È dura da gestire ma», conclude Paesano, «è una realtà che continuiamo a toccare con mano attraverso l’assistenza e l’aiuto dei volontari. Con i suoi 40 anni di storia, la mensa ancora oggi continua a offrire assistenza sul territorio: la nostra porta è aperta per chiunque, sempre».