Torre Ciarrapico, garage e veleni

26 Gennaio 2016

Di Renzo accusa: ultimata l’opera di una privato nell’area vincolata

FRANCAVILLA. È ancora polemica sulla vicenda del garage privato interrato, con accesso dall’area comunale dove sorgono Torre Ciarrapico e i ruderi dell’antica chiesa di San Francesco. L’intervento, autorizzato tre anni fa dal Comune (in cambio della sistemazione della pavimentazione dell’area pubblica) ma fin dall’inizio duramente contestato da cittadini e associazioni schierati a tutela dei resti della chiesa medievale, è ormai praticamente ultimato.

Al posto del vecchio muro di mattoni ora c’è la facciata in cemento della rimessa interrata, dove si apre un’ampia porta vetrata centrale con due finestre simmetriche. Lateralmente al nuovo fabbricato, è stata costruita una scala esterna che conduce al livello superiore, dove si trova il giardino dell’abitazione privata. Solo l’accesso carrabile sull’area pubblica, che costeggia i ruderi della chiesa di San Francesco, è ancora sterrato. Quasi un anno fa, alla fine di aprile 2014, la soprintendenza alle Belle arti dell’Aquila (tirata in ballo da cittadini e associazioni contrari all’intervento), con una comunicazione inviata al privato, al Comune e alla procura della Repubblica di Chieti, aveva ordinato l’immediata sospensione dei lavori, perché avviati senza la prevista autorizzazione della soprintendenza stessa. Inoltre, nella comunicazione a firma della soprintendente, Maria Giulia Picchione, e del responsabile del procedimento, Sergio Pietraforte, si ricordava che il complesso dei resti e l’area circostante erano gravati da un vincolo ope legis, misura cautelare di tutela, valida fino alla verifica dell’interesse culturale.

In considerazione di tutto, il consigliere d’opposizione Pd, Stefano Di Renzo, sembra deciso a fare chiarezza sulla questione. Per questo, nei giorni scorsi, in una interrogazione che andrà in discussione nella prossima seduta del Consiglio comunale, inviata per conoscenza anche alla soprintendenza alle Belle arti dell’Aquila, Di Renzo vuole conoscere «le ragioni che hanno permesso al privato di poter completare una rimessa sopra le mura secolari di Torre Ciarrapico. Risulta infatti, che i lavori fossero stati bloccati dalla soprintendenza e le carte inviate alla procura della repubblica per le incombenze del caso» annota il consigliere. «Adesso ci ritroviamo gli interventi ultimati e un bene unico e storico della città rovinato per sempre. Con questo pasticcio, l'amministrazione Luciani ha dimostrato di non avere a cuore il concetto di identità culturale della città» accusa Di Renzo, «nonché di avere spregio per il valore turistico di un bene che avrebbe potuto essere valorizzato e trasformato in attrattiva. Luciani cambia Francavilla ma in peggio; questo è il dato finale». (g.g.)

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