Torrione spagnolo del ’500 sconosciuto alle Belle Arti

13 Gennaio 2015

Francavilla, il caso del monumento degradato e pericolante di viale Michetti: segnalato tra i reperti da salvare, non figura negli elenchi della soprintendenza

FRANCAVILLA. Il torrione spagnolo del XVI secolo sconosciuto alla soprintendenza alle Belle Arti d’Abruzzo. L’antica torre costiera di avvistamento - situata in viale Michetti in prossimità di via Nazionale Adriatica - costruita dagli spagnoli dopo il 1566 a difesa della città dalle scorrerie dell’esercito turco, sarebbe esclusa dall’elenco ufficiale dei monumenti regionali.

L’anomalia è emersa in occasione di un recente sopralluogo richiesto alla soprintendenza alle Belle arti di Sulmona e al Comune di Francavilla, dall’associazione culturale e centro di educazione ambientale Buendìa. «Nell’ambito della campagna di sensibilizzazione, valorizzazione e salvaguardia del patrimonio monumentale di Francavilla che versa in cattivo stato di conservazione, la nostra associazione ha avviato una serie di iniziative» ricorda il presidente, Moreno Bernini. «Dopo la mostra fotografica presentata nell’ultima estate durante Buendìainfesta, nello scorso novembre, abbiamo partecipato alla Settimana Unesco di educazione allo sviluppo sostenibile, con una manifestazione rivolta agli studenti delle scuole cittadine che si è svolta sotto il torrione». All’insegna dello slogan «Salviamo il torrione spagnolo», gli esperti di Buendìa hanno tenuto una lezione all’aperto sui monumenti cittadini sopravvissuti alle distruzioni della seconda guerra mondiale, che rischiano di andare perduti perché lasciati all’abbandono.

«Nel contempo» prosegue Bernini, «abbiamo segnalato sia alla soprintendenza alle Belle Arti che al Comune, la necessità di un sopralluogo al torrione che sta cadendo a pezzi, e nell’antica chiesetta del cimitero, originariamente intitolata a Santa Maria delle Piane, poi a Sant’Egidio, devastata negli anni dai vandali e dov’è stato rinvenuto un affresco con Madonna e Cristo morto». Qualche settimana fa, si è svolto il sopralluogo con la soprintendenza. «Con nostra grande sorpresa» dice il presidente di Buendìa, «l’esperto ci ha detto che il torrione era sconosciuto alla soprintendenza. Sembrerebbe, insomma, che il monumento non sia mai stato segnalato dal Comune agli enti preposti. La responsabilità non può essere attribuita all’attuale amministrazione, ma è evidente lo scarso interesse che si è avuto negli anni per questi moumenti. Ci meravigliamo, inoltre, come in passato non si sia mai interloquito con la soprintendenza, visto che il Comune aveva fatto redigere un progetto di restauro delle torri medievali».

Durante il sopralluogo, l’esperto ha constatato «la presenza di un cedimento strutturale al centro del monumento, che lo mette a rischio crollo» aggiunge Bernini. Fra le iniziative dedicate da Buendìa ai monumenti da salvare, c’è anche il calendario 2015 andato letteralmente a ruba, al punto da renderne necessaria la ristampa.

I francavillesi hanno scoperto, attraverso i suggestivi scatti fotografici proposti da Valentina Raciti, Roberta Rapino, Federica Rapino e Virginia Marrone, l’esistenza di monumenti significativi di cui non conoscevano l’esistenza. Fra questi, oltre al torrione e alla chiesetta del cimitero, si ricordano la torre Masci, la peschiera con la statua del Nettuno, fonte Alesi, fonte Letizia, la chiesa di Santa Maria delle Grazie di Carletto.

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