Tortuga, immagini sotto esame Caccia alle auto in giro all’alba

18 Aprile 2021

I carabinieri allargano il raggio delle ricerche: controlli sui passaggi lungo vie principali e rotatorie Accertamenti sulle gestioni susseguitesi negli anni e sulla coincidenza con la morte di Ivan Vaccaro

PESCARA. Parte la caccia alle auto sulle strade di Pescara prima del rogo al Tortuga. Se l’incendio scoppiato nello stabilimento balneare all’alba di giovedì scorso è doloso, qualcuno potrebbe aver lasciato una traccia passando lungo le strade di una città ancora deserta. I carabinieri di Montesilvano, guidati dal capitano Luca La Verghetta, sono alla ricerca di un fotogramma per dare una direzione all’indagine. E la ricerca ha un raggio che ora si allarga dalla riviera fino alle vie principali di Pescara e Montesilvano: i carabinieri sono pronti ad acquisire i video ripresi dalle telecamere lungo le strade e alle rotatorie, controllare i passaggi e vagliare le giustificazioni. L’orario da passare al setaccio ha una forbice di poche ore: tra le 4 e poco dopo le 5 del mattino.
Sull’indagine, in mano alla pm Gabriella De Lucia, insiste una coincidenza: il fuoco è divampato a poche ore di distanza dalla morte dell’ex gestore, Ivan Vaccaro, stroncato da una malattia all’età di 30 anni.
Di certo c’è che il Tortuga ha una storia travagliata alle spalle: dagli anni d’oro della dolce vita pescarese fino ai passaggi di mano, sospinti dagli intrecci giudiziari. Il locale è di proprietà di Marco ed Egle Mattucci, figli di Mauro, imprenditore scomparso il 23 ottobre 2020 e finito al centro di un’inchiesta giudiziaria su fallimenti pilotati tra Pescara, Montesilvano e Chieti; proprio a causa di quell’inchiesta, è scattato il sequestro preventivo del Tortuga con la gestione del locale, su decisione del tribunale di Chieti, affidata alla famiglia Vaccaro tramite la società Sogepa. In questo periodo, tra 2016 e 2017, la famiglia Vaccaro ha presentato 4 denunce per le vetrate distrutte e la piscina imbrattata con il lancio di vernice; nell’estate 2020, un altro colpo di scena con lo sfratto della Sogepa per una presunta morosità e il locale passato ai fratelli Daniele e Federica Capperi, ideatori del marchio della ristorazione Toccaferro.
I proprietari e i gestori hanno presentato due diverse denunce contro ignoti, denunce che hanno un punto in comune: non aver mai ricevuto minacce, avvertimenti e intimidazioni. Così hanno assicurato i proprietari, obbligati a restare fuori dalla vita del locale, i gestori, già al lavoro in vista dell’estate.
Ora c’è attesa per il verdetto dei vigili del fuoco: spetta a loro fare la prima ipotesi su fiamme dolose o su un corto circuito. I vigili del fuoco sono tornati al Tortuga per un altro sopralluogo alla ricerca di tracce ma l’incendio potrebbe aver cancellato ogni indizio. In base ai primi elementi raccolti, il rogo è partito dalla parte dello stabilimento che si affaccia sul mare, poi le fiamme hanno attaccato la veranda e la zona del bar. Il locale è stato distrutto: un’alba di fuoco al confine tra Pescara e Montesilvano con la colonna di fumo avvistata da un pescatore, il primo a lanciare l’allarme. Poi, le sirene dei vigili del fuoco e dei carabinieri hanno svegliato i residenti: un video girato dal balcone di un palazzo, con il sole che si affaccia dal mare tra le fiamme e il fumo, ha fatto il giro dei cellulari diventando virale.
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