Tosto, ordine da 50 milioni per una centrale nucleare

26 Marzo 2022

L’azienda abruzzese fornirà ottanta componenti per un impianto inglese L’amministratore delegato: «Occorre puntare sull’indipendenza delle fonti»

Dopo aver salvato le due commesse in Russia da 60 milioni di euro nonostante gli effetti della guerra, il gruppo Tosto scende nuovamente in campo in uno dei settori in cui è protagonista. L’azienda, infatti, è al lavoro per la fornitura di 80 componenti critici destinati ad una centrale nucleare in Inghilterra. L’annuncio arriva dalla stessa azienda, sottolineando come «la tempesta che il conflitto in Ucraina ha scatenato sui costi dell’energia, dove quello del gas è salito del 250% e il petrolio sopra i 140 dollari, è stata una tragedia che sta facendo tremare i polsi a tutta l’Europa». Così, «nonostante i ritardi, l’Europa stessa ha compreso l’importanza di essere autonomi nella produzione di energia e che ruolo centrale venga rivestito dal risparmio energetico nella competizione mondiale, oltre al risparmio vero e proprio che si può ottenere sulla bolletta dell’elettricità avendo un piano industriale vincente».
LA FORNITURA
In questo contesto il gruppo Tosto si è aggiudicato la fornitura di 80 componenti critici per lo scambio termico destinati alla centrale nucleare di ultima generazione Hinkley Point C (Hpc) del valore di 50 milioni di euro, a Sommerset, in Inghilterra, la cui attivazione è prevista per il 2026. D’altronde il gruppo Tosto, dopo il referendum che nel 1987 ha abolito in Italia il nucleare, ha continuato a collaborare con diverse università ed altri enti di ricerca come l’Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare) e l’università di Princeton, che rappresenta il cuore delle Ivy League americane, per realizzare programmi scientifici importanti. Il gruppo abruzzese ha partecipato ad uno dei più importanti progetti di ricerca sulla fusione nucleare (Iter) del primo impianto con dimensioni paragonabili a una centrale elettrica convenzionale, realizzato per dimostrare la fattibilità scientifica e tecnologica della fusione come fonte di energia pulita e sicura. Il progetto fu finanziato dall’Unione Europea, Giappone, Russia, Stati Uniti, Cina, Corea del Sud e India e, proprio per questo motivo, ha una rilevanza globale di grande prestigio. La Walter Tosto, dunque, sta facendo la sua parte: con i suoi 1.200 dipendenti, dopo aver acquisito la Fecne in Romania e la Bosco in Italia, due tra le aziende europee che risultano più referenziate del settore nucleare, è riuscita a mantenere la propria competenza realizzando diversi progetti internazionali in Canada, Francia ed in altre primarie nazioni nel mondo.
L’INVESTIMENTO
Il gruppo di Chieti, per di più, come membro del Consorzio Amw (Ansaldo, Mangiarotti, Walter Tosto) sta realizzando cinque settori in acciaio inossidabile da 650 tonnellate ognuno, della camera da vuoto (il cuore del reattore Iter) del valore di circa 300 milioni di euro e, oltre a questa importante commessa, si è aggiudicata anche la fornitura di 64 cassette body – strutture massicce e contorte del sistema dei divertori del reattore – del valore di circa 70 milioni.
«INDIPENDENZA ENERGETICA»
Dall’amministratore delegato del gruppo, Luca Tosto, arrivano le riflessioni sul nucleare: «L’Italia», sostiene, «pur avendo risorse e competenze nella realizzazione degli impianti, è gravata da costi esagerati per l’approvvigionamento di energia elettrica e gas più elevati rispetto agli altri Paesi dell’Unione e se pensiamo che nelle nazioni confinanti, a soli 300 chilometri da Milano, Torino e Genova, si contano circa 40 reattori nucleari, diventa un controsenso parlare di sicurezza. Occorre puntare all’indipendenza energetica e l’unica soluzione possibile è quella di affidarsi alla sicurezza del nucleare di nuova generazione». Gli fa eco il presidente dell’Associazione italiana nucleare, Umberto Minopoli: «Occorre diversificare le fonti con cui produciamo energia elettrica, utile a realizzare un piano europeo per l’elettricità nucleare e delle rinnovabili che rappresentano le fonti del futuro, fondamentali ad assicurare un sistema europeo sostenibile. Gli investimenti nel nucleare», aggiunge il presidente, «sono un’opportunità scelta dall’Europa e l’Italia, che importa da queste centrali atomiche energia per il 14% del proprio fabbisogno, deve sostenere con forza la decisione europea di ammettere il nucleare nella tassonomia delle fonti sostenibili».