Toyo Ito promette alla città un’altra opera esclusiva

14 Gennaio 2017

Incontro in Comune con lo scultore per superare il contenzioso sul Calice rotto Oggi sopralluogo a Pomezia per verificare le condizioni della scultura dimenticata

PESCARA. A quasi nove anni di distanza dalla cerimonia in pompa magna in piazza Salotto per inaugurare lo sfortunato Calice, conosciuto anche con il nome inglese di Huge wine glass, andato in frantumi dopo appena 64 giorni, Toyo Ito è tornato a Pescara per mettere definitivamente una pietra sopra su quell’incidente di percorso nella carriera coronata di successi dell’archistar. E al termine di una lunga giornata fatta di incontri e riunioni, l’artista giapponese si è detto pronto ad arrivare ad una transazione per chiudere il lungo contenzioso che vede contrapposti lui, il Comune, la Caripe e la Clax Italia, cioè l’azienda che ha costruito materialmente l’opera andata in frantumi. Anche in vista della nuova udienza, che si svolgerà al tribunale di Pescara venerdì 20 gennaio. Inoltre lo scultore si è detto disponibile a soddisfare il desiderio espresso dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso di avere un’altra sua opera da esporre in Abruzzo.

Ma il tour dell’artista non si è concluso con la giornata di ieri. Oggi Toyo Ito si recherà, insieme al sindaco Marco Alessandrini e al vice Enzo Del Vecchio nella sede della Clax Italia, di Pomezia, che dista circa 40 chilometri da Roma, per andare a verificare le condizioni del Calice rotto, lasciato abbandonato in un deposito dal 17 settembre del 2013. L’opera doveva rimanere solo il tempo necessario per una revisione dell’involucro in acciaio che lo sostiene, ma il suo ritorno a Pescara è stato rimandato più volte perché l’amministrazione comunale non sa dove metterla.

Per questo motivo, Ito ha voluto visitare alcuni punti della città, tra cui piazza Salotto, l’Aurum, piazza Muzii e l’università di viale Pindaro, considerati idonei ad un’eventuale collocazione. Sempreché la struttura sia nelle condizioni di poter essere di nuovo trasportata in Abruzzo.

Fatto sta che la giornata di ieri ha fatto segnare una svolta importante in una ripresa dei rapporti tra la città e l’artista. Ma non solo, infatti Toyo Ito, dopo una riunione in mattinata con l’amministrazione comunale, ha incontrato nel pomeriggio anche i rappresentanti della Clax Italia, giunti per l’occasione a Pescara.

Due riunioni in poche ore per trovare una soluzione alla vicenda che verrà discussa il 20 in tribunale. Ma l’udienza davanti al giudice Marco Bortone, alla luce di una probabile transazione, potrebbe forse subire un rinvio.

Le parti, del resto, sembrano intenzionate a raggiungere un accordo. La prima conferma è arrivata in mattinata, durante la prima riunione in Comune presieduta da Alessandrini, alla quale ha preso parte anche D’Alfonso, che da sindaco fu l’artefice dell’arrivo in città del Calice. L’artista si è presentato accompagnato da un interprete, dal suo fido collaboratore Ryu Mitaray e dal suo avvocato in Italia Maria Alessandrini. Ad assistere legalmente il sindaco c’erano invece la dirigente dell’Avvocatura Paola Di Marco e l’avvocato esterno incaricato dal Comune Carlo Montanino, che ha seguito la vicenda sin dall’inizio.

«Abbiamo voluto questo incontro», ha spiegato Alessandrini al termine della riunione, «per cercare di risolvere positivamente un contenzioso che dura da dieci anni. Così, abbiamo radunato intorno ad un tavolo con Toyo Ito tutti i soggetti interessati ad una soluzione, per non far perdere alla città di ospitare un’opera di un architetto della fama mondiale e anche per disegnare nuove sorti all’opera collassata. Cerchiamo, dunque, di sanare una ferita, di promuovere accordi transattivi per evitare lo scontro, a vantaggio della città».

«Chiudiamo la giornata», ha aggiunto il sindaco, «con la disponibilità del maestro, non solo a pensare un’altra opera per Pescara e per l’Abruzzo, ma anche a considerare il futuro dell’opera originaria, per capire se può essere recuperata o utilizzata altrove così com’è oggi».

Dal presidente delle Regione, invece, è arrivato un appello all’artista. «Il dolore accusato dalla sua opera d’arte è un dolore accusato dall’intera città di Pescara», ha affermato, «io stesso ne ho portato le cicatrici, che poi si sono trasformate in segni di vittoria. Anche per questo sarei felice se un’altra opera d’arte del maestro giapponese riguardasse l’Abruzzo».

E L’artista ha già risposto esprimendo la sua disponibilità a realizzare un’altra opera per l’Abruzzo.

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