Tra 10 giorni a scuola: niente cori e addio al compagno di banco

14 Settembre 2020

Parte il conto alla rovescia: ecco ciò che non si potrà più fare. A mensa vietate posate e piatti lavabili Ma ci sono anche 8 consigli d’oro dei pediatri per garantire la sicurezza degli studenti in aula e fuori

PESCARA. Meno dieci. Il conto alla rovescia comincia oggi. Il 24 settembre, un giovedì, l’Abruzzo dei docenti, gli studenti e il personale ausiliario, tornerà a scuola. Ma nulla sarà più come prima. Non si potrà cantare, per esempio. Il Comitato tecnico scientifico, infatti, ha suggerito di evitare di urlare e anche di intonare cori durante le ore di musica. Se proprio si deve fare, bisognerà attuare rigide misure di sicurezza.
Il Cts sconsiglia anche i giochi di squadra e gruppo. Niente assembramenti, ma solo giochi individuali per permettere il distanziamento sociale.
Sì allo sport
ma all’aperto se possibile
L’educazione fisica si può fare al chiuso, ma deve essere garantita un’adeguata areazione del locale e una distanza di almeno due metri. Con i banchi singoli, invece, scomparirà il compagno di banco e dunque ci si separerà dall’amico o dall’amica del cuore. L’interazione tra gli alunni, al tempo del Covid-19, sarà diversa.
Cosa accadrà invece
alla mensa?
No ai piatti e alle posate lavabili, servirà usare le monoporzioni con posate e piatti usa e getta. A pranzo non si potrà andare tutti insieme, ma a turno in modo da garantire un adeguato distanziamento.
Anche durante l’intervallo saranno vietati gli assembramenti: ci si dividerà su turni occupando zone differenti. Ovviamente non si potrà entrare tutti insieme e gli ingressi saranno scaglionati con un percorso dedicato per entrata e uscita.
Senza la mascherina
non ci si potrà muovere
negli spazi comuni
Ultima indicazione, ma non meno importante delle altre: non si potranno smistare gli studenti in altre classi in caso di assenza per malattia del docente. Passiamo alle otto regole d’oro per la sicurezza degli studenti. «Buone pratiche», le definisce la Federazione italiana medici pediatri (Fimp).
Le regole d’oro
per ogni studente
Tra queste, oltre agli orari scaglionati d’ingresso e d’uscita, la misurazione della temperatura corporea con termoscanner, il divieto di scambiarsi materiali tra alunni e una buona aerazione degli ambienti. Ma anche più attività all’aperto e niente giochi da casa da portare in classe. E infine molte delle raccomandazioni che conosciamo già e che valgono per tutti, adulti compresi: lavare le mani spesso, mascherina per i più grandi di 6 anni e per maestri e personale scolastico quando non sia possibile rispettare il distanziamento sociale.
Cosa dicono
i pediatri
Queste prescrizioni, secondo i pediatri, se seguite, possono garantire sicurezza in un ambiente, come quello scolastico, che non è solo luogo principe della formazione, ma anche della socialità. «Dobbiamo evitare nuovi lockdown o comunque svuotamenti delle classi per contagi incontrollati», si legge sul sito della Fimp. «Un ruolo centrale nell’interruzione di una potenziale catena di contagio lo ha, in età pediatrica, l’approccio per piccoli gruppi. Se infatti i bambini sono assortiti sempre nella stessa composizione e con gli stessi operatori responsabili, la sorveglianza diventa uno strumento immediato per bloccare i contagi all’interno dello stesso istituto. Crediamo, pertanto, che applicare questo modello ai bambini dell’asilo e della materna ci permetta di isolare tempestivamente il caso Covid-19 positivo, allertando le famiglie e gli operatori che con quella persona sono entrati in contatto ed evitando il coinvolgimento di altri bambini o personale scolastico».
L’importanza
delle vaccinazioni
La Fimp sottolinea anche che, fondamentale, sempre ai fini della sicurezza degli studenti, è essere in regola con il calendario vaccinale. «È raccomandato che ogni bimbo, a partire dai 6 mesi di vita, sia sottoposto a vaccinazione contro l’influenza stagionale».
Le nostre scuole
sono adatte?
Non tutte lo sono. I pediatri dicono che: «Sarebbero infatti opportuni alcuni requisiti strutturali: ampiezza dei locali rispetto al numero di bambini e adeguata aerazione, arredi e giochi idonei dal punto di vista igienico, adeguata sanificazione con procedure codificate e verificate con regolarità. È necessario che, prima dell’inizio dell’anno scolastico e con cadenza periodica, ogni struttura scolastica predisponga momenti formativi per il personale che includano le procedure nazionali e regionali e quelle organizzative interne a ogni istituto, per la gestione dei casi sospetti di Covid-19, ma anche il corretto uso di guanti e mascherine».
Come procedere se a scuola c’è un caso di Coronavirus
«In questo quadro», proseguono dalla Fimp, «dobbiamo pensare alla sorveglianza non solo dei bambini e dei ragazzi che frequentano la scuola, ma anche del personale e delle famiglie. Se c’è un sospetto caso di Covid-19 si devono attivare le procedure di verifica attraverso una comunicazione tempestiva ai medici pediatri curanti per gli accertamenti del caso. Nel frattempo si deve procedere all’immediato allontanamento del bambino o dell’operatore scolastico e alla messa in quarantena di tutti contatti avvenuti a scuola, in attesa dell’esito del tampone. Come pediatri di famiglia sottolineiamo che è fondamentale che il risultato pervenga al medico curante entro 24/48 dalla richiesta».
Ritorno in classe
sugli scuolabus
Prima regola: dovrà essere rispettata la distanza di un metro. Tutti gli studenti, ad eccezione di quelli di età inferiore ai sei anni e a coloro che hanno delle disabilità, dovranno indossare obbligatoriamente la mascherina «al momento della salita sul mezzo». Rimane alla responsabilità genitoriale o del tutore la misurazione della febbre a casa degli studenti prima della salita sul mezzo di trasporto.
Chiunque ha sintomatologia respiratoria o temperatura corporea superiore a 37.5°C dovrà restare a casa. Sarà inoltre necessario procedere all’igienizzazione, sanificazione e disinfezione del mezzo di trasporto almeno una volta al giorno.
Alla guida
con la mascherina
Infine il conducente dovrà indossare i dispositivi di protezione individuale. Gli alunni trasportati eviteranno di avvicinarsi o di chiedere informazioni al conducente. La distribuzione degli alunni a bordo sarà compiuta anche mediante marker segnaposto, in modo tale da garantire il distanziamento di un metro all’interno dei mezzi, limitando così la capienza massima. Ma sarà davvero così tra dieci giorni?