Tra crisi energetica e Pnrr, la Fillea Cgil ora propone il testo unico degli incentivi

PESCARA. «Proponiamo un Testo unico degli incentivi, finalizzato, tra l’altro, alle ristrutturazioni, all’abbattimento delle barriere architettoniche, all’antisismico e al risparmio energetico. Il...
PESCARA. «Proponiamo un Testo unico degli incentivi, finalizzato, tra l’altro, alle ristrutturazioni, all’abbattimento delle barriere architettoniche, all’antisismico e al risparmio energetico. Il tutto prevedendo percentuali di sgravi che vadano dal 50% a salire, in proporzione ai miglioramenti di classe energetica, sicurezza, accessibilità, lasciando invece il 100% solo all’edilizia popolare e a fasce di reddito basse». È il pensiero del segretario generale della Fillea Cgil nazionale, Alessandro Genovesi, espresso durante la tavola rotonda “Le costruzioni tra crisi energetica e Pnrr” che si è svolta ieri nella sala Tosti dell’Aurum di Pescara.
Ai lavori, oltre a Genovesi, hanno preso parte il segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri, il presidente dell’Ance Abruzzo, Antonio D’Intino, il senatore Michele Fina (Pd) e il capogruppo M5s in Consiglio regionale Francesco Taglieri Sclocchi e il vicepresidente nazionale Confapi-Aniem, Bruno Facciolini. Il dibattito è stato coordinato da Lorenzo Colantonio, giornalista del Centro.
«La cessione del credito», riprende Genovesi a proposito degli incentivi, «va resa più fluida e riservata agli incapienti o a chi ha redditi bassi. Chi può permetterselo deve anticipare le spese e poi recuperare il bonus in cinque anni con la dichiarazione dei redditi. Non si può trattare un milionario che si rifà la villa come l’operaio e il pensionato. Il Superbonus ha rappresentato un importante aiuto al settore, soprattutto per l’occupazione, che è stata anche di qualità. Oggi il problema è che non si trovano operai e tecnici necessari».
Sul tema della sicurezza sul lavoro, secondo Genovesi c’è bisogno di «rigidità e tolleranza zero».
Per quanto riguarda il Pnrr, per il segretario Fillea-Cgil «i rischi sono due: non spendere o spendere male. Nel primo caso occorre investire di più sulla macchina amministrativa dopo che per anni gli uffici tecnici sono stati svuotati; nel secondo», afferma Genovesi, «si rischia che per intervenire velocemente si sacrifichi il coinvolgimento delle comunità locali, delle forze sociali e i diritti dei lavoratori».
«Prima delle politiche governative realizzate con i bonus e superbonus», gli fa eco il segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri, «il settore delle costruzioni viveva una profonda crisi. Ora invece sta rappresentando un forte traino per l'economia italiana».
Il segretario regionale Fillea Cgil, Silvio Amicucci, si sofferma sulla «qualità del costruito», sottolineando che «dal dopoguerra ad oggi si è costruito tanto e male: cedono viadotti, case, scuole, cimiteri. Abbiamo bisogno di un processo costante e continuo di ammodernamento e sostituzione. Le autostrade A24 e A25, la ferrovia Pescara-Roma, la ricostruzione post terremoto, solo per fare alcuni esempi», conclude Amicucci.

