Tra Pagano e Sospiri scontro e accuse sul sindaco di Chieti

PESCARA. Le Comunali di Chieti scatenano una dura polemica dentro Forza Italia tra il presidente regionale Nazario Pagano e il capogruppo regionale Lorenzo Sospiri. Che ha attaccato per primo due...
PESCARA. Le Comunali di Chieti scatenano una dura polemica dentro Forza Italia tra il presidente regionale Nazario Pagano e il capogruppo regionale Lorenzo Sospiri. Che ha attaccato per primo due giorni fa: «Per colpa sua», ha detto riferendosi a Pagano senza mai nominarlo «abbiamo rischiato di dividerci». Ieri, è arrivata la replica di Pagano, che ha parlato di« polemico, sterile e farneticante comunicato» e poi ha è andato giù duro: «Sospiri dimostra di essere totalmente disinformato sulla questione delle elezioni di Chieti, voleva forse riferirsi a qualcun altro. Magari a chi per oltre sei mesi ha messo in discussione la ricandidatura di Di Primio chiedendo quasi quotidianamente il ricorso alle primarie. Il mio ruolo di coordinatore è stato unicamente quello di tenere unita la coalizione, con un'ampia concertazione tra le forze politiche di centrodestra e con gli esponenti locali di Forza Italia, valutando attentamente le possibili soluzioni, per evitare un inutile e dannoso esercizio di finta democrazia come quello delle primarie, sistema adottato dal centrosinistra che ha portato a una clamorosa sconfitta». Secondo Pagano, «appare del tutto gratuito e strumentale affermare che il mio intervento avrebbe prodotto un pericolo per la campagna elettorale del centrodestra a Chieti, laddove le elezioni si sono concluse con una schiacciante vittoria di Di Primio. Suggerisco a Sospiri di occuparsi di quanto avviene in Regione e di provare a svolgere correttamente il ruolo di consigliere regionale di opposizione. Meglio che non si occupi di questioni che non gli competono. Chi persino in occasione delle vittorie del centrodestra trova modo di sparlare a vanvera e creare penose polemiche per ragioni evidentemente solo personali, rappresenta un danno all'immagine del nostro movimento politico e un evidente ostacolo alla futura affermazione del centrodestra in Abruzzo».

