Trabocchi, il governo boccia il salvataggio

2 Agosto 2019

Impugnata alla Consulta la legge regionale che amplia i ristoranti: ecco perché E la Soprintendenza impone anche il vincolo su 11 favolose macchine da pesca

PESCARA. «I nuovi parametri di superficie previsti risultano censurabili perché consentono ampliamenti e trasformazione in netto contrasto con le esigenza di tutela del bene». Questo è il passaggio chiave delle motivazioni con cui il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli affari regionali e le autonomie, la leghista Erika Stefani, ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge regionale numero 7, del 10 giugno scorso, ribattezzata “la salva trabocchi”.
L’INVASIONE DI CAMPO. La legge abruzzese «violando i parametri contenuti nel Codice dei Beni culturali ed il paesaggio, risulta eccedere dalle competenze regionali, in violazione della competenza esclusiva statale in materia di tutela del paesaggio di cui agli articoli 9 e 117 della Costituzione».
Un’invasione di campo. Che per la costa dei Trabocchi diventa una doccia gelata in piena estate. In estrema sintesi, i passaggi censurati della legge sono due, i più importanti. Il primo è: «L’introduzione della “superficie massima di occupazione” (2.000 mq, ndr), comprensiva dello specchio acqueo, con la finalità di “ottimizzare e valorizzare l’attività di ristorazione”, peraltro ambiguamente connessa a “scopi didattico-culturali”», si legge sull’atto del Consiglio dei ministra. La seconda censura riguarda questa parte della legge: «La parte di struttura componente il trabocco destinata a ristorazione aperta al pubblico non può eccedere la superficie di 160 metri quadrati calpestabili e la parte destinata ai servizi accessori connessi alla ristorazione, quali cucina e servizi, non può eccedere la superficie di 50 metri quadrati calpestabili. L'attività di ristorazione può essere svolta sul trabocco con un'accoglienza massima di sessanta persone, inclusi ospiti e personale».
IL VINCOLO. Per il Governo quindi i nuovi parametri di superficie «risultano censurabili perché consentono ampliamenti e trasformazione in netto contrasto con le esigenza di tutela del bene», alla luce anche del fatto, sottolinea il Cdm, che «la Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo ha avviato per 11 trabocchi la dichiarazione di Interesse Culturale» e che «nell’ambito della co-pianificazione paesaggistica in corso, sono stati identificati e mappati 22 trabocchi come elementi identitari regionali».
QUALI SONO. Proprio ieri peraltro la Soprintendente, Rosaria Mencarelli, ha comunicato l’elenco degli 11 trabocchi (su un totale di 33) protetti dal vincolo culturale, e totalmente intoccabili: «Turchino, Gnannarella e Lupone a San Vito Chietino; Punta Torre a Rocca San Giovanni; Punta Le Morge a Torino di Sangro; Canale, Punta Aderci, Vignola, Grotta del Saraceno, Rosa dei Venti e Punta San Nicola a Vasto».
«I trabocchi sono stati selezionati», spiega la Soprintendente, «con riferimento alle loro immutate capacità di riferirsi, ancora oggi, alle macchine da pesca originarie, seppur con minimi adattamenti e rinnovate funzioni».
CHE PUÒ ACCADERE. Prima che la Consulta di pronunci, i decreti di riconoscimento dell’interesse culturale, con cui si chiuderanno i procedimenti avviati per quegli 11 trabocchi, conterranno già le indicazioni operative per i corretti interventi di recupero, mantenimento ed uso compatibile dei trabocchi, «fornendo così gli elementi di base per un’auspicabile, nuova norma regionale complessiva sulla tutela e valorizzazione di queste straordinarie macchine da pesca», commenta la Mencarelli. Gli 11 trabocchi faranno cioè da apripista.
LE CRITICHE. Proprio sull’esigenza, finora tradita, di una legge organica, non dettata dall’emergenza di un’inchiesta penale per abuso edilizio che ha spinto la Regione a legiferare in fretta e furia, interviene ora il capogruppo regionale del Pd, Silvio Paolucci: «Nel cuore della stagione turistica il Governo Lega-M5S ha assestato uno schiaffo molto pesante all'Abruzzo», afferma il dem, «una bocciatura preoccupante per la Giunta Marsilio. Inutile ricordare ora che avevamo proposto un intervento organico su questa materia, inutile sottolineare ora che avevamo suggerito concertazione e condivisione su questa legge».
LA RISPOSTA. Ma gli ribatte Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale: «L’impugnazione della Legge sui Trabocchi non significa che la legge sia stata cancellata. Da parte del consigliere Paolucci non crediamo, invece, ci sia nulla di che essere felici o, peggio, gongolare, visto che parliamo di un provvedimento legislativo adottato nell’interesse delle nostre attività imprenditoriali, dunque oggi non ci pare comprensibile quale sia la chiave di lettura del consigliere Pd», commenta Sospiri spalleggiato dall’assessore delegato Nicola Campitelli della Lega. «Organizzeremo la difesa delle nostre ragioni», annuncia, «valutando eventualmente le modifiche proposte alla legge, perché è chiaro che noi riteniamo assolutamente valida la norma approvata, soprattutto come strumento di difesa, tutela e valorizzazione di una tipicità, tutta abruzzese, quella dei trabocchi sul mare ai quali va data una possibilità di sviluppo e recupero».
L’IMPEGNO. Sulla stessa onda viaggia Mauro Febbo, assessore regionale al Turismo, che afferma: «Non condividiamo le motivazioni espresse da parte del Governo quindi faremo ricorso nelle sedi opportune. Ricordo come la Regione è intervenuta, doverosamente e tempestivamente, per salvaguardare uno dei brand d’Abruzzo più conosciuti e come spiegato già in Consiglio regionale, durante la sua approvazione, questa legge è un passaggio propedeutico ad una norma organica per la quale i tempi di approvazione saranno diversi rispetto a due mesi fa quando eravamo a ridosso della stagione estiva».
NEL MIRINO. Ma la maggioranza non viene risparmiata. «Impugnando la legge sui trabocchi approvata dalla Regione Abruzzo, il governo nazionale conferma i dubbi che anche noi avevamo espresso: i trabocchi vanno valorizzati, ma non possono essere basi di una speculazione edilizia e turistica che rischierebbe solo di travolgerli e snaturarli». Così afferma Franco Menna, presidente della Confesercenti di Chieti. Per il delegato regionale del Wwf, Luciano Di Tizio, che proprio oggi passerà il testimone al nuovo delegato (si fanno i nomi di Filomena Ricci e Marco Borgatti), si tratta di «una decisione sacrosanta che ferma una legge sbagliata. I trabocchi non possono essere trasformati in grandi ristoranti sull’acqua che poco o nulla hanno a che fare con la tradizione. La commissione regionale che ha esaminato la bozza di legge aveva avuto l’opportunità di raccogliere le opinioni delle associazioni, tra le altre Wwf, Italia Nostra, Fai e Legambiente: le ha sentite ma non le ha ascoltate. Questa bocciatura rimette invece la palla al centro: si potrà elaborare una legge migliore nell’interesse di tutti gli abruzzesi e non esclusivamente di pochi».
Infine il M5S che, per bocca del deputato Andrea Colletti, afferma: «La Lega romana (attraverso il ministro Stefani, ndr) sconfessa la giunta abruzzese di cui fa parte», sottolinea il 5 Stelle, «l’auspicio è che la norma venga abrogata e si possa procedere a legiferare sul tema nel rispetto dei trabocchi, della loro storia e del ruolo che hanno e possono avere nell’offerta turistica abruzzese. Ma visti i risultati prodotti fino ad oggi dalla giunta Marsilio», conclude Colletti, «non credo che ci sarà questo contributo».