Traditi dalla montagna: tre morti sul Gran Sasso

27 Dicembre 2019

Sono un’escursionista teramana e due giovani alpinisti della Valle Peligna

PIETRACAMELA. I numeri, impietosi e tragici, a raccontare altri morti sul Gran Sasso. Tre in poche ore. Tutta gente esperta: la donna di Isola appassionata di cime e solitarie, i due giovani amici di Corfinio, nella Valle Peligna, preparati alpinisti. Si chiamavano Franca Di Donato, 48 anni, Ryszard Barone, 25 e Andrea Antonucci, 28. Le loro vite si sono incrociate per l’ultima volta sulle vette del Gran Sasso, a scandire la cronaca di una giornata che doveva essere di festa ma che è diventata di lutto e disperazione. Un altro giorno di morte sulle montagne abruzzesi dopo quello di appena un mese fa con le tre vittime sulla Maiella e una quarta sul Camicia.
Incidenti diversi avvenuti in poco meno di 24 ore in zone poco distanti l’una dall’altra: i due alpinisti precipitati ieri mattina sulla cima orientale del Gran Sasso mentre erano in cordata; la donna nella giornata di Natale su un sentiero che porta al Corno Grande con il corpo ritrovato alle prime ore di ieri nel vallone dei Ginepri. A cadenzare i recuperi l’opera continua degli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico d’Abruzzo che ieri avevano appena ritrovato il corpo della donna quando è arrivato l’allarme per il secondo incidente. I due alpinisti di Corfinio erano arrivati la sera di Natale per dormire nel rifugio Franchetti con altri due esperti alpinisti di Pescara e Avezzano. La sveglia presto e poi in cordata, due a due, per un via che probabilmente avevano già fatto altre volte. Un itinerario alpinistico sulla cima orientale del Gran Sasso, legati tra loro a due a due in cordate separate. «Legati in conserva, in progressione» spiegano gli esperti del Soccorso. Un attimo e per i due aquilani è stata la fine: il perché è ancora da accertare, forse un appiglio mancato, forse il ghiaccio. Sono precipitati per circa un migliaio di metri fino alla base della Ferrata Ricci,a circa 2600 metri, davanti agli occhi degli altri due nella cordata diversa: sono stati proprio loro , M.A.B., 25enne di Avezzano, esperto del Soccorso, e G.V., 40 anni del Pescarese, a dare l’allarme. I soccorsi sono stati immediati visto, tra l’altro, che soccorritori ed elicottero erano in zona proprio perché da poco si era concluso il recupero della 48enne di Isola del Gran Sasso. Franca Di Donato, esperta escursionista, iscritta al Cai di Castelli e attiva nella Protezione civile. Appassionata di montagna, delle escursioni in solitaria e degli sport estremi. Il giorno di Natale aveva raggiunto la zona dei Prati di Tivo con il suo camper e si era incamminata in solitaria per raggiungere la vetta del Corno Grande: l’hanno ritrovata nel vallone dei Ginepri a circa 2600 metri d’altezza, forse travolta da un distacco nevoso A dare l’allarme i familiari di Isola che l’aspettavano per il pranzo di Natale. Hanno provato a chiamarla sul cellulare, inutilmente. Le ricerche sono scattate nel pomeriggio di Natale con l’elicottero dell’aeronautica militare che nella notte tra il 25 e il 26 ha sorvolato la zona dall’alto mentre le squadre dei soccorritori , insieme a pompieri e carabinieri, l’hanno cercata a terra. I corpi sono stati trasportati all’obitorio dell’ospedale di Teramo: il pm di turno, Greta Aloisi, non ha disposto le autopsie.
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