«Traffico e raggi solari sono i responsabili»
Ma il direttore dell’Arta Dionisio rassicura: monitoraggio costante, questi dati non devono allarmare
PESCARA. «I valori dell’ozono misurati nella giornata di giovedì sono significativi ma non destano, al momento, particolari preoccupazioni». La rassicurazione arriva da Maurizio Dionisio, direttore generale dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente che commenta i dati più recenti dell’ozono relativi alle centraline di via Sacco e del teatro d’Annunzio.
«I valori», dice, non superano «il valore soglia, che riguarda la media delle ore ed è pari a 180 microgrammi per metro cubo». Il raggiungimento di questo valore, prosegue, «determinerebbe la comunicazione al pubblico secondo la normativa vigente». Dionisio smorza l’allarme dicendo che «il fenomeno viene costantemente monitorato dai tecnici dell’Arta e eventuali criticità saranno comunicate direttamente al comune di Pescara e alle autorità sanitarie competenti».
Dionisio spiega anche l’origine dell’ozono, una sostanza che «non ha sorgenti dirette e si forma all’interno di un ciclo di reazioni fotochimiche (che coinvolgono in particolare gli ossidi di azoto e i composti organici volatili). Si tratta di un gas altamente reattivo, di odore pungente e di colore blu ad elevate concentrazioni, ed è dotato di elevato potere ossidante. L’ozono stratosferico», prosegue Dionisio, «si concentra ad una altezza compresa tra i 30 ed i 50 km dal suolo e protegge la superficie terrestre dalle radiazioni ultraviolette emesse dal sole, che sarebbero dannose per la vita degli esseri viventi. L’assenza di ozono nella stratosfera è chiamata generalmente “buco dell’ozono”», una espressione ormai nota a tutti che rappresenta sempre più una minaccia.
Ma non è finita. «Al livello del suolo, invece, la molecola di ozono si forma quando altri inquinanti reagiscono a causa della presenza della radiazione solare» per cui nei periodi e nelle fasce orarie più assolate il fenomeno è avvertito maggiormente. Gli inquinanti in questione «sono principalmente ossidi di azoto e composti organici volatili. Le sorgenti di questi inquinanti (detti "precursori" dell'ozono) sono di tipo antropico e di tipo naturale. Nella prima categoria rientrano i veicoli a motore, le centrali termoelettriche, le industrie, i solventi chimici, i processi di combustione e altro ancora. Nella seconda categoria figurano, invece, boschi e foreste che emettono i “terpeni”, sostanze organiche volatili molto reattive». (f.bu.)
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