Traffico e smog: l’aria è scadente I dati dell’Arta bocciano la città

8 Gennaio 2022

Le analisi riguardano i rilevamenti della centralina di corso Umberto dal 20 dicembre al 4 gennaio In tutto il 2021 sono risultati negativi 23 giorni: di questi, 8 sono relativi al recente periodo natalizio

MONTESILVANO. Un’aria decisamente poco pulita quella che si respira a Montesilvano dove, negli ultimi giorni, la centralina dell’Arta posizionata su corso Umberto ha registrato valori tutt’altro che rassicuranti. Negli ultimi 16 giorni elaborati, infatti, la qualità dell’aria è risultata 11 volte scadente e 3 volte mediocre, mentre solo un giorno i valori sono stati accettabili e solo uno sono stati buoni, rispettivamente il 24 e il 25 dicembre. Nel periodo analizzato, ossia dal 20 dicembre 2021 al 4 gennaio 2022, a preoccupare sono stati, in particolare, i livelli delle polveri ultrasottili, le cosiddette Pm 2.5, quelle con diametro inferiore a 2,5 micron e quindi le più nocive per la salute umana, segnate in rosso per ben 11 giorni, di cui sei consecutivi, dal 28 dicembre al 2 gennaio. Il giorno peggiore è stato però il 23 dicembre, quando le polveri ultrasottili hanno raggiunto quota 44 microgrammi per metro cubo, contro il limite di 25 stabilito dalla legge per la sicurezza della popolazione, e le polveri sottili Pm10 hanno segnato quota 51 microgrammi per metro cubo, contro la soglia limite giornaliera di 50 microgrammi.
A rendere l’idea di quanto la situazione dell’inquinamento nella città adriatica registrato negli ultimi giorni sia allarmante, è sufficiente considerare il dato annuale del 2021, quando i giorni in cui l’aria è risultata scadente sono stati complessivamente 23, di cui 8 solo negli ultimi giorni dell’anno appena terminato.
Non è iniziato meglio il 2022, con tre giorni su quattro (1, 2 e 4 gennaio) in cui l’aria è risultata scadente per via dell’elevato livello di Pm 2,5, con valori che hanno oscillato dai 26 ai 40 microgrammi per metro cubo, e uno (3 gennaio) in cui il valore è stato mediocre e quindi ben lontano dal buono.
C’è poi un secondo fattore che preoccupa i residenti della città adriatica, ed è la presenza di un’unica centralina dell’Arta, proprio quella di corso Umberto, poco lontana dal confine con Città Sant’Angelo, collocata sicuramente in un punto di grande transito veicolare, ma probabilmente non il più critico. Negli ultimi mesi, infatti, anche per via della chiusura della galleria di San Giovanni, è stata soprattutto l’area della Vestina a essere interessata da lunghe code e traffico di mezzi pesanti a tutte le ore.
Non se la cava meglio via Verrotti, dove le colonne di auto sono all’ordine del giorno praticamente in ogni fascia oraria, con picchi nelle ore di punta, dove gli automobilisti restano bloccati anche decine di minuti. In questo caso, una grande boccata d’ossigeno potrebbe arrivare dal completamento di via Saragat, il cui finanziamento è stato annunciato di recente, dal momento che il primo tratto realizzato, ossia quello di via Saffi, non è servito finora a snellire il traffico.